Lo sai che... ?

Locanda Mario
Salumificio Sfreddo
spazio disponibile
spazio disponibile
spazio disponibile

Newsletter

se desideri essere aggiornato sulle novità
del sito di ERRE iscriviti alla nostra newsletter




Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner

joomla visitor

Approfondimenti


UN’ALTRA TRIESTE

.

Parte da questa premessa il contenuto dell’interrogazione presentata da Franco Bandelli e Alessia Rosolen di Un’Altra Trieste, per chiedere un intervento e un’azione di verifica immediata di Comune e Ater.

.

.

.

UFFICIO STAMPA
UN’ALTRA TRIESTE

 
tassa sullo stazionamento delle unita' da diporto

MOZIONE - tassa sullo stazionamento delle unita' da diporto

PREMESSO che il Governo, con il D.L. n. 201/2011, così detto " Decreto salva Italia ", ha stabilito di introdurre nuove disposizioni per la tassazione delle unita' da diporto;

CHE con ciò e' deciso che dal 1 maggio 2012 le imbarcazioni e le navi da diporto che stazionano in porti marittimi nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche, anche se in concessione a privati, sono soggette al pagamento di una tassa annuale di stazionamento calcolata per ogni giorno o frazione di esso.

CHE la misura della tassa varia in relazione alla lunghezza e si applica ai natanti superiori ai 10 metri, anche per le imbarcazioni straniere e quelle in transito nelle acque italiane;

CHE ad essere seriamente  colpiti saranno i proprietari di imbarcazioni medio grandi, che vanno dai dieci ai dodici metri, che in gran numero sono ormeggiati nei marina e negli approdi del Golfo di Trieste;

CHE l'introduzione di tale imposta provocherà, e già se ne vedono i primi effetti, una fuga dei  natanti  italiani verso le coste della vicina Slovenia e Croazia, e soprattutto ostacolerà la  permanenza e l'arrivo di imbarcazioni straniere con grave danno in termini occupazionali e turistici;

CHE gravi saranno i riflessi economici e le ricadute occupazionali che andranno a pesare su un settore che da lavoro a marine, cantieri, artigiani, concessionari, ricambisti, e che sul piano finanziario coinvolge banche, società di leasing, assicurazioni, agenzie nautiche, periti, ecc......;

CHE per produrre un maggior introito per le casse dello Stato di cento milioni di euro, si rischia di provocare un danno indiretto per l'economia nazionale, considerato l'indotto, pari ad un miliardo di euro;

CHE così viene vanificata l'aspirazione di Trieste a conquistare un ruolo importante quale meta di riferimento per gli yacht ed i maga yacht che in questi ultimi anni erano apparsi sempre più numerosi nella nostra città;

                      Tutto ciò premesso si invita il Sindaco e la Giunta Comunale

A intervenire presso la Regione perché assuma ogni possibile iniziativa atta a evitare l'applicazione di una tassa così assurda e penalizzante, a cominciare dal ricorrere contro il decreto in questione al TAR del Lazio, come già fatto da altre Regioni

A rappresentare al Governo la sofferenza di tutto il comparto nautico e a fare valere le ragioni di una contrarietà ad un decreto che rischia di paralizzare un settore importante per l'economia cittadinanza e per le sue prospettive future.

A sviluppare un'azione di sostegno all'attività nautica cittadina atta a ridurre l'impatto negativo che tale Decreto avrà, oltre che sul piano economico, sugli aspetti culturali e sociali di un settore così vivo e vitale per la città.

Trieste 12/1/12
                                                                               
Roberto de Gioia      ( Lega Nord )
Franco Bandelli   ( Un’altra Trieste )
Alessia Rosolen ( Un’altra Trieste )

 
IL COMUNE SOSTENGA LE EDICOLE

<>.

.

.

.

.

.

.

UN’ALTRA TRIESTE

Gruppo Consiliare “Un’Altra Trieste”
Piazza Benco 2/B – 34122 TRIESTE
Tel. 040 3721746 – Fax. 0403406353
www.unaltratrieste.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
LIBERALIZZAZIONE EDICOLE

LIBERALIZZAZIONE EDICOLE

IL CONSIGLIO COMUNALE
Appreso dello sciopero delle edicole indetto per il 27, 28 e 29 dicembre e poi sospeso;
sottolineato che i giornali arrivano in edicola tramite un centinaio di distributori locali che, a loro volta, li ricevono da cinque o sei distributori nazionali che ricevono il mandato dagli editori di distribuire i loro prodotti.
considerato che tra i distributori nazionali, i due più grandi sono una diretta emanazione di due grandi gruppi editoriali: Rizzoli e Mondadori.
tenuto conto quindi, che i distributori locali sono scelti dai distributori nazionali ed operano in un regime di monopolio di fatto, in quanto il rivenditore non sceglie il distributore locale ma deve obbligatoriamente farsi rifornire dal soggetto che ha l’incarico di fornire la zona in cui opera.
rilevato pertanto che il rivenditore ha un prezzo di acquisto fisso, vende al prezzo stabilito dall’editore, non decide la quantità del prodotto che gli viene inviato e non può decidere quale prodotto mettere in vendita.
constatato che il rivenditore ha l’obbligo, per legge, di garantire la parità di trattamento a tutte le testate che gli vengono inviate ed il suo lavoro è regolato da un accordo nazionale stipulato tra le organizzazioni sindacali dei rivenditori e la Federazione Italiana Editori Giornali (quindi, non un vero e proprio CCNL ma un “accordo interprofessionale” tra le rappresentanza di soggetti privati).
evidenziato che i giornali altro non sono che strumenti di informazione e formazione dei cittadini;
rilevato che il Governo Monti intende liberalizzare il settore, stabilendo così che il mercato è l'unico regolatore della distribuzione di qualsiasi prodotto, dimenticando invece che l'editoria in particolare viene finanziata proprio con soldi pubblici;

IMPEGNA
il Sindaco e la Giunta comunale
Ad intervenire nei confronti del Governo per garantire la tutela di imprenditori che sulla loro piccola attività hanno investito, sottolineando la valenza sociale oltre che economica in un territorio, come quello del Comune di Trieste, dove la concentrazione delle edicole è superiore rispetto alla media nazionale.

Alessia Rosolen e Franco Bandelli

 
La crisi che mette in seria difficoltà

La crisi che mette in seria difficoltà soprattutto le piccole e medie imprese può essere mitigata attraverso una rete di contatti che permette di risparmiare liquidità e aumentare le vendite senza rischi di insoluti, consentendo di “comprare vendendo”. Se ne parlerà giovedì 1 dicembre 2011 alle ore 18.30 a Villa Manin di Passariano (UD) nel corso del XIII Incontro della “Community regionale dei Manager e degli Imprenditori del Friuli Venezia Giulia” che verterà sul tema “Comprare vendendo: sogno di un folle o realtà‚ per pragmatici?” e avrà per relatore Massimo Trevisan, Direttore Commerciale VisioTrade S.p.A., azienda che ha introdotto in Italia il commerce network, ovverosia il “baratto in compensazione”, moderna forma di compravendita senza esposizione finanziaria di cui si è recentemente occupato anche il programma televisivo “Report” in onda su Raitre.
La Community – che riunisce oltre 270 imprese e nel corso della propria attività ha visto alternarsi finora 24 relatori con una media di 50 partecipanti a incontro - cambia veste e si rinnova diventando 2.0 per essere più vicina ai problemi concreti degli imprenditori e dei manager regionali.

In tempi di crisi, la soluzione che economisti e politici sono concordi nel suggerire è mettersi in rete, necessità che due anni fa ha spinto Federmanager FVG, FormTeam S.r.l. e CIDA FVG a fondare la “Community regionale dei Manager e degli Imprenditori del Friuli Venezia Giulia” che organizza l'incontro  “Comprare vendendo: sogno di un folle o realtà‚ per pragmatici?” in programma giovedì 1 dicembre 2011 alle ore 18.30 presso la Sala convegni di Villa Manin di Passariano (Udine), Corpo gentilizio.
Relatore, sarà Massimo Trevisan, Direttore Commerciale VisioTrade S.p.A., azienda che ha introdotto in Italia il commerce network, ovverosia il “baratto in compensazione”, moderna forma di compravendita senza esposizione finanziaria di cui si è recentemente occupato anche il programma televisivo “Report” in onda su Raitre. Il network attualmente coinvolge oltre 1.000 aziende di 40 settori merceologici, concentrate soprattutto nel Triveneto, dove le associazioni sono triplicate nell'ultimo anno. Ad oggi, VisioTrade ha concesso 10 milioni di euro di affidamenti commerciali permettendo alle Aziende associate di pagare costi operativi con i propri prodotti o servizi. Nato in Svizzera nel '34, oggi negli Usa il commerce network muove 8 miliardi di dollari ed è utilizzato da 500mila aziende, tra cui Yahoo e Microsoft.

“Chi aderisce al Commerce Network – spiega Trevisan -, un mercato privato, acquisisce un’importante leva imprenditoriale che sbaraglia la concorrenza: sostenere i propri costi aziendali pagandoli con il proprio prodotto o servizio, mantenendo liquidità e senza rischi di insoluti. Negli Stati Uniti e in Svizzera questo tipo di commercio esiste già e produce ricchezza; VisioTrade SpA è la società di servizi che ha importato e riadattato questa formula per renderla coerente con le tipicità del mercato italiano. Un esempio concreto? Un’impresa di ristrutturazioni edili decide di acquistare un furgone del valore di 30.000 euro. Prima di acquistarlo sul mercato effettua una ricerca nel Network contattando i potenziali fornitori, i quali gli sottopongono alcune offerte. L’impresa accetta un'offerta del valore di 28.500 euro che vengono defalcati dal suo “Conto VisioTrade”. A questo punto la stessa VisioTrade si impegna a trovare uno o più Aderenti al Network che abbiano bisogno di ristrutturazioni edili e procaccerà vendite per l’impresa finché essa non avrà ripianato il proprio debito attraverso i propri beni o servizi. In questo modo l’Impresa ha risparmiato liquidità, aumentato il giro d’affari e pagato il furgone con crediti generati dal proprio lavoro futuro”.

Proprio sulla scorta della filosofia della Community, cioè appunto fare rete, della particolare congiuntura e in considerazione delle necessità sempre più pressanti delle aziende aderenti – hanno spiegato Maurizio Bressani (Presidente Federmanager FVG) e Riccardo Romanzin (Vice Presidente FormTeam S.r.l.) - oggi, a tre anni dalla sua fondazione, si è modificato ed evoluto anche il significato della Community regionale dei Manager e degli Imprenditori del Friuli Venezia Giulia (Comunità, Comunanza, più Persone che vivono nello stesso ambito, ed operano sotto certe leggi e per un fine determinato) per fornire alle aziende risposte sempre più concrete. Il 1° ottobre 2009 nasceva infatti, sotto la spinta dell’urgenza di unire le persone per rinforzarle nel momento di crisi che stava incalzando l’economia e il mercato, la Community che attualmente riunisce oltre 270 imprese e nel corso della propria attività ha visto alternarsi 24 relatori con una media di 50 partecipanti a incontro. Alla soglia del 2012, la Community si rinnova, aggiornandosi a 2.0 per essere più vicina ai problemi concreti degli imprenditori e dei manager regionali e venire sempre più incontro alle loro esigenze pratiche con tematiche ad hoc e strumenti operativi immediatamente applicabili in Azienda.
Il programma dei lavori dell'incontro del 1° dicembre 2011 a Villa Manin prevede alle 18 - dopo il saluto degli organizzatori – Maurizio Bressani (Presidente di Federmanager FVG), Andrea Beltrami (Presidente di FormTeam S.r.l. e moderatore dell’incontro) e Guerrino Saina (Presidente dell’Unione Regionale CIDA FVG), l'atteso intervento di Massimo Trevisan, che parlerà di come “Uscire dal circolo vizioso dell’assenza di liquidità e della scarsità‚ di certezza degli incassi attraverso il sistema del baratto in compensazione”. Trevisan sarà a disposizione dei presenti per illustrare il sistema, dialogare e rispondere alle eventuali domande degli imprenditori e manager aderenti alla Community e della stampa che, data l'attualità dell'argomento, si invita a intervenire.


Seguirà, alle 20.15, un buffet, presso il “Ristorante del Doge”, ospitato nella barchessa di ponente, occasione per intrattenere relazioni e sviluppare conoscenze e marketing relazionale one-to-one tra i partecipanti alla Community.

Per ulteriori informazioni e iscrizioni all'incontro:

Federmanager – Via C. Beccaria, 7 – 34133 TRIESTE – Tel. 040371090 – e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Form Team S.r.l. Via Don Minzoni, 1/a - Gradisca d’Isonzo (GO) - Tel. 335 6980581 - www.formteam.it

Ufficio Stampa: Gianfranco Terzoli cell. 3388313036

Federmanager, costituita nel 1945, è l’Organizzazione che rappresenta e tutela, in modo unitario ed esclusivo, gli 82.000 dirigenti in servizio delle aziende produttrici di beni e servizi e i 63.000 dirigenti in pensione. E’ presente su tutto il territorio nazionale tramite 60 Associazioni territoriali che forniscono ai dirigenti consulenze di carattere contrattuale, previdenziale, legale, fiscale e realizzano iniziative di natura culturale, formativa e di networking. Gli iscritti sono dirigenti di piccole, medie e grandi imprese; dirigenti di nuova nomina, direttori generali, amministratori delegati operanti in tutti i settori dell’industria privata e a partecipazione pubblica, nonché nelle attività ausiliarie e complementari dell’industria. Nel Friuli Venezia Giulia, Federmanager è presente con proprie sedi a Trieste, Udine e Pordenone e con un presidio a Gorizia, e conta su oltre 1.500 iscritti.

FormTeam, società gradiscana nota in regione per la propria attività di miglioramento delle Risorse Umane (Persone) ottenuta attraverso soluzioni organiche attuate in partnership con le Aziende clienti, è fermamente convinta che le capacità di adattamento e flessibilità richieste dal Mercato odierno si ottengano principalmente attraverso una gestione efficace e corretta dei Collaboratori.
FormTeam intende promuovere una Cultura organizzativa basata sulla Condivisione: l’intento è quello di sviluppare un’alleanza nelle Aziende tra Imprenditori e Personale, superando questo binomio ormai sterile per creare una partecipazione forte e convinta agli obiettivi aziendali da parte di Tutti. “Siamo tutti nella stessa barca” e solo remando tutti assieme verso un obiettivo chiaro e condiviso potremo trasformare la Crisi in Opportunità.

Con cortese preghiera di pubblicazione/diffusione.

AVVERTENZA  Nel rispetto della legge sulla privacy (in ottemperanza alle disposizioni in vigore dal 1 gennaio 2004, Testo Unico sulla tutela della privacy emanato con Decreto Legislativo 196/2003), informiamo che per essere cancellati dalla nostra mailing list basta inviare un messaggio di disdetta rispondendo a questo indirizzo con oggetto CANCELLA. Grazie.

 

 

Community regionale
dei Manager e degli Imprenditori del Friuli Venezia Giulia


13°€ INCONTRO:
“Comprare vendendo: sogno di un folle o realtà‚ per pragmatici?”
Villa Manin di Passariano, gioved„ì 1€ dicembre 2011


Villa Manin di Passariano, giovedì 1 dicembre 2011
Sala convegni di Villa Manin, Corpo gentilizio

PROGRAMMA
ore 18.00 Accoglienza, registrazione e versamento quota di contributo spese
ore 18.30 Saluto degli Organizzatori

Andrea Beltrami
Presidente di FormTeam S.r.l., moderatore dell’incontro
Maurizio Bressani
Presidente di Federmanager FVG
Guerrino Saina
Presidente dell’Unione Regionale CIDA FVG

ore 18.45 Interventi dei relatori
“Uscire dal circolo vizioso dell’assenza di liquidit‚à e della scarsità‚ di certezza degli incassi
attraverso il sistema del baratto in compensazione”
Massimo Trevisan
Direttore Commerciale VisioTrade S.p.A.
Testimonianze aziendali – case history
Fabbro Vanni S.r.l. – Codroipo (UD)   - INDUSTRIA
Blue Store S.r.l. – Treviso  - COMMERCIO
Polistudio S.p.A. – Ceregnano (RO)  - SERVIZI
Q&A - dibattito con i relatori
ore 20.15 Buffet, presso il “Ristorante del Doge” (barchessa di ponente)
L’occasione per intrattenere relazioni e sviluppare conoscenze e marketing relazionale
one-to-one tra i partecipanti alla Community
Contributo spese per partecipante: € 25,00 (da versare all’atto della registrazione)
L’organizzazione della Community non ha fini di lucro ma intende essere per tutti, organizzatori e partecipanti,
un’occasione per sviluppare marketing relazionale, ampliando la propria rete di conoscenze e di relazioni.

 
Il personaggio : Margherita Hack

Una mente tra le stelle

Intervista a Margherita Hack

Margherita HackMargherita Hack nasce a Firenze, il 12 giugno1922. Astrofisico, è considerata una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana ed internazionale. Prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, ha svolto un'importante attività di ricerca e di divulgazione. La sua carriera scientifica si intreccia con quella degli astronomi più importanti dell'ultimo secolo. Vegetariana fin dalla nascita per educazione familiare, non ha mai assaggiato carne ed ha coltivato da sempre un grande amore per gli amici a "quattro zampe", soprattutto per i gatti. A undici anni conosce Aldo, un compagno di giochi, che 11 anni dopo diventerà suo marito. Per la tesi di laurea, la Hack inizia ad occuparsi di spettroscopia stellare, che poi diventa il suo principale campo di ricerca. Nel 1964, è professore ordinario della cattedra di Astronomia presso l'Istituto di Fisica Teorica dell'Università di Trieste e ottiene la direzione dell'Osservatorio Astronomico, intrecciando una stretta collaborazione anche con la sezione Astrofisica della SISSA. Straordinaria divulgatrice, ha collaborato con numerosi giornali e periodici specializzati, fondando nel 1978 la rivista "L'Astronomia". Ha scritto nmerosi testi scientifici (sull'astronomia generale e la spettroscopia stellare) per uso universitario, ma anche libri a carattere puramente divulgativo. La grande Margherita Hack ha accettato di rispondere a qualche nostra domanda e beneficio dei lettori di ERRE.

Professoressa, quanto è vicino lo studio dell'astrofisica, degli spazi immensi, se non addirittura  infiniti, alla comprensione  dell'Uomo?

“Ma io direi che sono abbastanza vicini perchè le leggi che regolano il nostro pianeta, il nostro corpo, sono le stesse che regolano anche l'universo. Noi siamo regolati dalle 4 forze fondamentali: la forza di gravità, che è quella che fa ruotare la Luna attorno alla Terra, la Terra intorno al Sole, ma che è anche quella che, se ci buttiamo dalla finestra, ci fa cadere di sotto.  Abbiamo l'elettromagnetismo, che ci spiega come mai il Sole irraggia luce e calore, permettendo la vita; ma spiega anche come mai noi vediamo i corpi celesti che emettono luce, o sentiamo la radio. Quindi, sono forze molto familiari, anche se forse non ce ne rendiamo conto. Poi ci sono la forza debole e la forza forte: la forza nucleare debole e forte, che riguardano la radioattività scoperta da Marie Curie nell'800; la nucleare forte è quella sia le bombe atomiche, ma anche l'energia nucleare, che sarà la fonte di energia necessaria, presto o tardi. Studiando l'universo, analizzando la luce emessa dai corpi celesti, la luce che il Sole e le stelle ci mandano, ed imparando a leggere quanto è scritto in questa luce, la scienza ha imparato a ricostruire, fin dall'inizio del '900, come sono fatte le stelle e cosa succede nel loro interno, scoprendo che producono tutti gli stessi elementi che noi conosciamo sulla Terra. Per cui, oggi, sappiamo che anche noi siamo fatti degli stessi elementi prodotti nell'interno delle stelle. Quindi anche noi siamo un prodotto dell'evoluzione dell'universo, che ha permesso la formazione delle stelle e delle galassie, a partire dalle particelle elementari; queste stelle hanno formato la materia prima per i pianeti e su di essi la vita. Quindi è tutto un processo evolutivo di cui noi facciamo parte”.

La materia oscura: si sa così poco, ma si sa che c'è. Lei cosa ne pensa?

“Ma, intanto si sa che la materia che noi conosciamo e di cui siamo fatti anche noi, rappresenta il 5% di tutta la materia presente nell'universo. La composizione dell'universo è per il 5% fatta di materia “normale”, per il 23% di materia oscura, cioè materia che fa sentire la propria presenza per la sua forza di attrazione gravitazionale, ma che non emette nessuna radiazione elettromagnetica, non luce, non radio-onde, non raggi gamma, non raggi X.  Poi c'è l'energia oscura, che costituisce il 72% dell'universo, ed è quella che fa accelerare l'espansione dell'universo. Lo spazio in cui noi siamo immersi, si sta espandendo, come la pasta di un dolce che lievita, in cui sono immerse delle noccioline, che si allontanano una dall'altra per effetto della forza dell'espansione”.

L'universo è infinito o finito?

universo“Non lo sappiamo. E’ probabile che sia infinito, perchè sappiamo che l'universo obbedisce alla geometria euclidea, è un universo piano, cioè tridimensionale. Un universo piano, non curvo e chiuso, come l'interno di una sfera, non un universo curvo e aperto, come un paraboloide o un iperboloide; è un universo piano e, per definizione, infinito. Quindi, probabilmente è infinito nel tempo e nello spazio”.

Come è nata la sua passione per l’astrofisica?

“La passione, è arrivata per caso, perchè al liceo, mi piaceva la fisica, poi all'università mi sono iscritta a fisica; poi, mi è capitato di fare la tesi in astrofisica  e quindi così ho cominciato a fare ricerca in questo settore, rendendomi conto di quanto possa essere interessante fare ricerca; poi, forse oggi, questo campo è uno dei più vivaci e in cui c'è molto da fare”.

Le ricerche che sta facendo il satellite Planck, in che modo potranno essere utili all’Uomo?

“Planck il satellite, sta facendo  della ricerca pura, vuole scoprire meglio come era l'universo primordiale. Dalla ricerca pura scaturisce, poi, la ricerca applicata. E' difficile oggi immaginare quali vantaggi potrà portare ed, a volte, lo si scopre anche dopo decenni. Einstein vinse il premio Nobel per una ricerca pura: l'effetto fotoelettrico, che ha permesso, poi, tutti gli sviluppi dell'elettronica, dell'informatica, che hanno migliorato la nostra qualità della vita”.

a cura di Eugenia Di Cristo

GUARDA VIDEO SERVIZIO



 
L’energia del vento

Intervista all’ing. Salvatore Moreno Gargiulo, esperto in sistemi eolici

Laureato in Ingegneria Elettrica, con specializzazione in fonti rinnovabili, ha condotto ricerche e studi specifici sull’energia eolica.

Ingegnere, cos’è l’energia eolica?

“In passato si utilizzavano i mulini a vento per pompare l'acqua o per macinare il grano. Oggi, si utilizzano grandi turbine eoliche per la produzione di energia elettrica. Tali mulini a vento funzionano secondo il principio della dinamo: quando sono in movimento, trasformano l'energia in elettricità.”

Come funziona e quali sono i suoi vantaggi?

“In linea di massima, tutti gli aerogeneratori ad asse orizzontale funzionano allo stesso modo. Le pale iniziano a muoversi quando il vento raggiunge la velocità minima di avvio. Il rotore con le pale è collegato ad un albero di trasmissione, che ruota all'interno della navicella. Grazie a un generatore elettrico, l'energia rotazionale dell'albero si trasforma in energia elettrica. L'elettricità prodotta viene convogliata nei cavi all'interno della torre e distribuita all’utensa o alla rete elettrica.
I vantaggi dello sfruttamento di questa fonte rinnovabile sono molteplici: in primis, il vento è un’energia pulita; è disponibile quasi ovunque; non inquina (non brucia combustibili fossili); è inesauribile. Inoltre, a differenza, ad esempio, del fotovoltaico, che è legato all'ora del giorno o alla stagione, la produzione di energia eolica può avvenire in modo pressocchè costante. Il costo non eccessivo dei generatori eolici ha permesso la loro ampia diffusione, nonostante la mancanza di un sistema incentivante, come avviene per il solare fotovoltaico”.

Si può applicare a tutti i territori?

“L'energia del vento è presente in gran parte della Terra e  il generatore, che la trasforma in energia elettrica, può essere localizzato in molteplici siti. Per produrre energia elettrica in quantità sufficiente è necessario che il luogo sia ventoso. Pertanto, per  determinare l'energia eolica potenzialmente sfruttabile, bisogna conoscere l'andamento, nel tempo, della direzione, della velocità del vento e la sua distribuzione con la quota. La conformazione di un terreno influenza la velocità del vento: più un terreno è corrugato, con variazioni brusche di pendenza, boschi, edifici, montagne, più il vento incontrerà ostacoli e ridurrà la sua velocità. La posizione ideale è un terreno appartenente ad una bassa classe di rugosità, con una pendenza compresa tra 6 e 16 gradi, il vento deve superare la velocità di almeno 5,0 metri al secondo e deve soffiare in modo costante per gran parte dell'anno”.

Come vedrebbe Lei l’energia eolica in una città come Trieste, con un territorio stretto tra Carso e mare e, soprattutto, con la sua Bora?

“Le condizioni per installare un impianto eolico a Trieste ci sono sicuramente; la velocità media della Bora è molto elevata nell’arco dell’anno e, quindi, dovranno essere progettate opportune protezioni per le pale dell’aerogeneratore, in assenza delle quali, non sopporterebbero le sollecitazioni meccaniche dovute a velocità del vento così elevate”.

Quali sono i tempi di realizzazione ei costi di una struttura eolica?

“I tempi di realizzazione di una struttura eolica possono essere lunghi, anche anni. Infatti, per realizzare un impianto di qualsiasi taglia, il primo passo è il monitoraggio del sito, della direzione e dell’intensità del vento, per periodi relativamente lunghi (almeno un anno). Inoltre, ci sono i tempi di progettazione, installazione ed esercizio dell’impianto. Sulla base dei risultati ottenuti, viene verificata non solo la fattibilità economica del campo, ma anche l’eventuale disposizione degli aerogeneratori. Il costo di realizzazione di un impianto eolico cambia a seconda della grandezza del parco e dell’ubicazione, soprattutto se parliamo di impianti di grosse dimensioni o off-shore. Per impianti di piccola taglia, mini e micro eolico, il costo potrebbe aggirarsi intorno ai 3000/5000 € per kW installato”.

Ingegnere, potremmo avere un impianto eolico anche sul tetto di casa?

“E’ assolutamente possibile avere un impianto eolico sul tetto di casa. Si stanno affermando, sempre più, gli impianti micro-eolici. Un impianto eolico per uso domestico è relativamente semplice. Esso è costituito da una torre alta 10/30 metri, piantata nel terreno, e fissata da più tiranti. Sulla cima è montato il generatore eolico, che è composto da una serie di pale (di solito 3) e da un alternatore. Si stanno diffondendo anche generatori ad asse verticale, con pale diverse, che garantiscono una velocità di avvio molto basse (anche soli 2 m/s) e, quindi, la possibilità di essere posizionati direttamente sul terreno”.

 
Il Personaggio

a cura di Eugenia Di Cristo

Una scienza che sa crescere
Intervista al Presidente di Area Science Park, ing. Giancarlo Michellone

Giancarlo Michellone, come ingegnere meccanico è entrato in Fiat a fine 1966. Suoi i brevetti sull’antiskid (attuale ABS). Dal 1971 al 1975, Michellone ha guidato, in Chicago, un gruppo di ingegneri italiani per l’applicazione dell’ABS sui veicoli americani. Tornato in Italia nel Centro Ricerche Fiat (CRF), appena fondato, ha avviato iniziative imprenditoriali anche nel campo delle energie alternative, di bioconversione dei rifiuti urbani, dell’ingegneria per l’ambiente e l’agricoltura. Nel 1981 è stato Amministratore Delegato della Rockwell CVC. Nel 1984 ha fondato la Direzione Innovazione di Fiat Auto, ha assunto la responsabilità della Direzione Prodotto. Dal 1990 Amministratore delegato del CRF. Dal 2004 è entrato nel Comitato Esecutivo per il rilancio del Gruppo Fiat , occupandosi della Ricerca e dell’Innovazione di tutto il gruppo. Nel 2005 è stato Presidente del CRF e Consigliere di Amministrazione di Fiat Auto con delega all’ambiente e alla sicurezza. Dal 2007 ha assunto la Presidenza di AREA Science Park.

Presidente, cos’è Area Science Park?

“AREA Science Park è un giano bifronte. Da un lato il parco con i suoi circa 90 insediati  tra enti di ricerca  e aziende, dall’altro il Consorzio per l’Area di Ricerca, ente nazionale di ricerca afferente al MIUR (2005),  che gestisce il parco”.  

Quali sono i filoni scientifico-tecnologici entro cui AREA Science Park agisce?

“Per quanto riguarda il parco, con le sue imprese e laboratori, i settori sono molteplici: dalle biotecnologie alla fisica, dai nuovi materiali alle nanotecnologie, dalle telecomunicazioni alle nuove fonti di energia. Quanto all’ente gestore di AREA, invece, non ha proprie attività di ricerca, ma si dedica allo sviluppo, consolidamento e applicazione delle metodologie per la gestione della ricerca, dell’innovazione e della crescita imprenditoriale. In altre parole, quello che noi cerchiamo di fare è selezionare e proporre innovazioni per chi è in grado di portarle sul mercato e lo vuole sul serio. Contribuiamo, per questo, allo sviluppo dell’innovazione attraverso la difesa della proprietà intellettuale, l’elaborazione di scenari internazionali di tipo scientifico, tecnologico e di marketing, la ricerca e la valutazione di partner e la formazione imprenditoriale e le consulenze tecniche”.

La scienza sta cambiando volto: sembra avvicinarsi alla gente e, soprattutto, guarda al futuro in maniera diversa. Qual è il suo pensiero?

“La scienza in quanto tale è sempre scienza. Vero è che da un decennio a questa parte si registra uno sforzo maggiore di divulgazione rispetto al passato. Gli scienziati si sforzano di comunicare di più, non solo con gli altri scienziati ma anche con i diversi stakeholder, tra i quali c’è anche il pubblico.  Il fatto che ci sia maggiore attenzione, da parte del pubblico, nei confronti della scienza è una vera e propria “bufala”. L’uomo della strada conosce più nomi di escort e giocatori che Nobel scientifici”.      

A quale futuro guarda AREA Science Park?

“Potremmo sintetizzare affermando che AREA dovrà essere sempre più “glocal”: piedi e cuore nel Friuli Venezia Giulia, testa e business nel mondo. Sono tre le linee sulle quali opereremo maggiormente: sviluppo di AREA nel Mezzogiorno e verso l’Est Europa; valorizzazione delle innovazioni nel campo dell’energia e del risparmio energetico; accrescimento delle nostre competenze distintive nei settori del trasferimento tecnologico e della gestione strategica della ricerca e della formazione avanzata”.

Che valore assume la parola “crisi” per la scienza e per la ricerca?


“La crisi diventa sinonimo di opportunità. Questo solo se hai approvvigionamenti a breve termine e risultati che possono essere applicati. È un po’ quello che abbiamo fatto noi nel 2007: abbiamo applicato il trasferimento tecnologico al processo e  abbiamo ottenuto, anche in tempo di crisi, risultati positivi. Basti pensare che, nel 2009, per ogni euro ricevuto dallo Stato, AREA ne ha prodotti 1.43, attraverso i suoi progetti e attività. Inoltre, il personale è aumentato del 11,6% rispetto al 2007. Anche il parco si è difeso bene, nel 2009, con un incremento del fatturato del 23% rispetto al 2007 e un incremento del personale del 15%”.       


(Si ringrazia Francesca iannelli per la preziosa collaborazione)

 
Il personaggio : Fulvio Bronzi

Un caffè con il presidente Fulvio Bronzi

Fulvio BronziFulvio Bronzi è il presidente della Fiera di Trieste, che è tra le più antiche d'Italia. Fu costituita nel 1948 e rappresentò la concreta volontà di ricostruzione in una città contesa nelle spartizioni territoriali del dopoguerra. La speranza di nuove prospettive economiche trovò espressione nella Fiera Campionaria Internazionale, una presenza costante, alla quale poi si sono affiancate diverse altre manifestazioni.

Cosa vuol dire essere presidente della Fiera?

“La Fiera non è ben conosciuta, o almeno non come dovrebbe essere. A Trieste esiste un enorme potenzialità derivante dalla Fiera. Una struttura fieristica, oggi, deve avere tutti i servizi e non può essere considerata come un luogo per manifestazioni estemporanee, ma piuttosto come un luogo, una struttura industriale, che ospiti manifestazioni, convegni, esposizioni, consolidati e rinomati. Ma qui, a Trieste, la struttura non è più sufficiente, non è più adatta per essere al passo con i tempi. Diciamo che l’Ente Fiera ha qualche difficoltà a fare tutto quello che una Fiera, in una città come Trieste, potrebbe fare”.

Che esigenze ha una fiera moderna?

intervista Fulvio Bronzi“Soprattutto i servizi e che siano di qualità. Ad esempio, alla nostra prima edizione della fiera del Caffè, gli imprenditori hanno partecipato utilizzando i nostri allestimenti. Ma poi, per loro diventa importante presentarsi con stand personalizzati. E allora, a quel punto occorrono le strutture e i servizi adeguati. Se al primo anno hanno portato i pacchetti di caffè, nella edizione successiva vorranno portare anche le macchine del caffè. Diventa necessario dare loro l’allacciamento dell’acqua, la possibilità di scarico, ecc. Sembrano cose banali, però quando le richieste di questo tipo si moltiplica per migliaia di soggetti, è chiaro che le manifestazioni cominciano a soffrire. E’ necessaria una struttura adeguata, per poter crescere ed investire nel futuro. Nella nostra manifestazione del Caffè, ad esempio, facciamo arrivare degli architetti che preparano tutto, anche il personale. Se guardiamo una qualunque altra fiera, noteremo che gli espositori hanno un loro angolino interno allo stand, magari anche un piccolo bar per i propri clienti. Oggi, una fiera non è più solo un luogo dove esporre. La velocità con cui le aziende realizzano prodotti nuovi fa capire facilmente che questi prodotti non possono attendere  una fiera per essere presentati e conosciuti. Quindi, una fiera deve essere qualcosa di diverso, non un luogo dove poter vedere una novità, ma un luogo per incontri. Si va ad una fiera per incontrare venditori, produttori, capi area, importatori. Una fiera moderna è tutto questo. E Trieste è una sede formidabile, per la sua cultura e tradizione”.

Quali scelte per la Fiera di Trieste?

“Io punto sulle specialità. La fiera del caffè, ad esempio, è l'unica in FVG ad essere certificata dal ministero, con un indotto che va dai 6 ai 9 milioni di euro. Questo è un dato importante che, a volte, sfugge ai triestini e anche al mondo politico”.

Ora aspettiamo “Domus Persona”...

Fulvio Bronzi“Ci sono tante fiere sulla sanità, ma nessuna è come Domus Persona. Mettere al centro della proposta la persona, sia essa disabile o anziana, è la novità di questa esposizione. Una fiera pensata per il benessere della persona dove, annualmente, le cliniche private, gli ospedali pubblici, i professionisti del settore, gli utenti, verranno ad aggiornarsi”.

Una fiera che parla agli utenti, ma anche agli addetti ai lavori?

“Certo. Pensi che la Fondazione Snaidero ha un team di tecnici, stipendiati per studiare soluzioni innovative per le cucine. E ogni anno, creano un oggetto, un sistema, un qualcosa di nuovo, per facilitare l'uso della cucina. Stanno studiando, addirittura, soluzioni per i non-vedenti”.

Quante esposizioni conta la Fiera di Trieste?

“Ritengo che, per  garantire un buon indotto alla città è importante che ci sia una continuità fieristica: diciamo 10/12 fiere all'anno. Disponendo di una buona struttura, questo non è difficile, perchè da una parte si creano fiere e dall’altra si ospitano. La Fiera di Trieste è pronta ad inserirsi in un contesto europeo ed internazionale, basta che lavori e che abbia i mezzi per farlo. Ora, stiamo lavorando per creare quelle 4-5-6 fiere specializzate, sperando che la pubblica amministrazione si accorga che, a Trieste, è possibile creare l’industria fieristica, nella quale investire”.

E per il prossimo anno, quali novità?

“Il prossimo anno rappresenta, per la Fiera, quasi una tappa. Torniamo a fare “SpiriTs & Co.”, ci sarà poi ancora il Caffè, l’Olio, poi si inserirà Domus Persona. Avremo anche una fiera ospite sulla tematioca del tempo libero. Faremo anche il raduno nazionale dei camper. Quindi, avremo 5 impegni importanti e consolidati. Ora, stiamo pensando ad una fiera del mare. Abbiamo trovato una nicchia di mercato molto importante. Se riesco ad inserire anche una settima fiera per il prossimo anno, o almeno pronta per il 2011, posso dire di andar via contento dal mio posto di presidente”.

a cura di Eugenia Di Cristo

 
Il Fiore lacerato

Repliche a Trieste

Domenica 13 e lunedì 14 marzo

Etnoblog (Via Madonna del mare), alle ore 21.

L’occasione era propizia: vigilia dell’8 marzo. Il Teatro Pasolini affollato: tante persone, donne e uomini, da Trieste, Udine Gorizia e dintorni. Tutte le età erano rappresentate. Alle 21.00, in punto, come da programma, è iniziato lo spettacolo Il fiore lacerato, condotto da Anna Falcone e Michela Cembran.
Sapevamo che fosse particolare, che fosse un teatro di idee, ma non sapevamo come sarebbe stata condotta la recita. L’argomento era particolare: parlare della Donna partendo da quella parte del corpo femminile, che è stata da sempre tenuta occultata, difesa con cinture di castità, o, al massimo ignorata. Sì, il tema centrale era la vagina, nome impronunciabile, nome che crea imbarazzo o suscita solo immagini di malattie. Nome sostituito da una valanga di altri nomi, metafore tratte dalla natura o dal quotidiano. Eppure è una parte di noi, una parte essenziale: è la porta del piacere e della nascita.
Le due artiste con tocco ironico hanno raccontato vari momenti della giornata di una donna, che, in determinate occasioni, per un motivo o l’altro, diventa consapevole della propria integrità fisica. Comunicare con il proprio corpo, dare voce a quell’unità, che nel nascondimento del suo essere non vive le convenzioni sociali. Sincera, sa dire cose vere: così Anna e Michela mischiatesi fra il pubblico, hanno raccolto battute, impressioni, affermazioni fra l’amaro e la risata liberatoria. Al centro sempre lei, un occhio dilatato, un cuore pulsante: metafora del logos, strumento di emancipazione, attraverso il quale le donne possono riconoscere e sviluppare la propria individualità. Emanciparsi da cosa? Dal vedersi solo attraverso il desiderio maschile, dall’accettare le scelte, non gradite, di altri, dagli schemi mentali, dalla vergogna di vivere la propria sessualità, da se stesse. Travestite da pagliacci hanno coinvolto il pubblico, che ha risposto, divertito, alle simpatiche provocazioni.
Al momento ludico si sono alternati spazi di riflessione sul dramma delle donne violentate, lapidate, segregate. Dalla bambina stuprata dal padre alle donne violentate in Bosnia: non è più sufficiente lottare contro la violenza, né sostenere i diritti delle donne, ora è necessario che ogni donna abbia consapevolezza di sé, come essere umano. I dati, infatti, sono sconfortanti: nel mondo le donne, da bambine alla vecchiaia, attraversano abusi, violenza, privazioni, limitazione dei diritti, della libertà. Non uno spettacolo, dunque, e neppure una conferenza sulla donna, ma un rappresentare se stesse con la parola, un cogliere la percezione di sè, i sogni, i desideri, la sessualità.
Un plauso alla perizia nella recitazione: valenti nel cambiare voce, registro linguistico, espressione e mimica hanno saputo moltiplicare e risvegliare il racconto di vite vissute. Due sole attrici, eppure la scena era piena del fluttuare dei corpi accompagnati dalla musica del maestro Stefano Sacher, che si è esibito al pianoforte. I preludi di Bach ben si accordavano al clima dolente e al tempo stesso vivido nella coralità interpretativa e nell’unità recitativa.
Alla fine gli applausi, ritmati dal battere della mano sul cuore in un crescendo di suono e di emozioni, hanno coronato il successo degli artisti e l’intuizione visionaria della Pro Loco di Cervignano del Friuli.

Loredana Marano

GUARDA IMMAGINI

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 3

Ricerca con Google

Cerca nel sito

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner