Un caffè con il presidente Fulvio Bronzi
Fulvio Bronzi è il presidente della Fiera di Trieste, che è tra le più antiche d'Italia. Fu costituita nel 1948 e rappresentò la concreta volontà di ricostruzione in una città contesa nelle spartizioni territoriali del dopoguerra. La speranza di nuove prospettive economiche trovò espressione nella Fiera Campionaria Internazionale, una presenza costante, alla quale poi si sono affiancate diverse altre manifestazioni.
Cosa vuol dire essere presidente della Fiera?
“La Fiera non è ben conosciuta, o almeno non come dovrebbe essere. A Trieste esiste un enorme potenzialità derivante dalla Fiera. Una struttura fieristica, oggi, deve avere tutti i servizi e non può essere considerata come un luogo per manifestazioni estemporanee, ma piuttosto come un luogo, una struttura industriale, che ospiti manifestazioni, convegni, esposizioni, consolidati e rinomati. Ma qui, a Trieste, la struttura non è più sufficiente, non è più adatta per essere al passo con i tempi. Diciamo che l’Ente Fiera ha qualche difficoltà a fare tutto quello che una Fiera, in una città come Trieste, potrebbe fare”.
Che esigenze ha una fiera moderna?
“Soprattutto i servizi e che siano di qualità. Ad esempio, alla nostra prima edizione della fiera del Caffè, gli imprenditori hanno partecipato utilizzando i nostri allestimenti. Ma poi, per loro diventa importante presentarsi con stand personalizzati. E allora, a quel punto occorrono le strutture e i servizi adeguati. Se al primo anno hanno portato i pacchetti di caffè, nella edizione successiva vorranno portare anche le macchine del caffè. Diventa necessario dare loro l’allacciamento dell’acqua, la possibilità di scarico, ecc. Sembrano cose banali, però quando le richieste di questo tipo si moltiplica per migliaia di soggetti, è chiaro che le manifestazioni cominciano a soffrire. E’ necessaria una struttura adeguata, per poter crescere ed investire nel futuro. Nella nostra manifestazione del Caffè, ad esempio, facciamo arrivare degli architetti che preparano tutto, anche il personale. Se guardiamo una qualunque altra fiera, noteremo che gli espositori hanno un loro angolino interno allo stand, magari anche un piccolo bar per i propri clienti. Oggi, una fiera non è più solo un luogo dove esporre. La velocità con cui le aziende realizzano prodotti nuovi fa capire facilmente che questi prodotti non possono attendere una fiera per essere presentati e conosciuti. Quindi, una fiera deve essere qualcosa di diverso, non un luogo dove poter vedere una novità, ma un luogo per incontri. Si va ad una fiera per incontrare venditori, produttori, capi area, importatori. Una fiera moderna è tutto questo. E Trieste è una sede formidabile, per la sua cultura e tradizione”.
Quali scelte per la Fiera di Trieste?
“Io punto sulle specialità. La fiera del caffè, ad esempio, è l'unica in FVG ad essere certificata dal ministero, con un indotto che va dai 6 ai 9 milioni di euro. Questo è un dato importante che, a volte, sfugge ai triestini e anche al mondo politico”.
Ora aspettiamo “Domus Persona”...
“Ci sono tante fiere sulla sanità, ma nessuna è come Domus Persona. Mettere al centro della proposta la persona, sia essa disabile o anziana, è la novità di questa esposizione. Una fiera pensata per il benessere della persona dove, annualmente, le cliniche private, gli ospedali pubblici, i professionisti del settore, gli utenti, verranno ad aggiornarsi”.
Una fiera che parla agli utenti, ma anche agli addetti ai lavori?
“Certo. Pensi che la Fondazione Snaidero ha un team di tecnici, stipendiati per studiare soluzioni innovative per le cucine. E ogni anno, creano un oggetto, un sistema, un qualcosa di nuovo, per facilitare l'uso della cucina. Stanno studiando, addirittura, soluzioni per i non-vedenti”.
Quante esposizioni conta la Fiera di Trieste?
“Ritengo che, per garantire un buon indotto alla città è importante che ci sia una continuità fieristica: diciamo 10/12 fiere all'anno. Disponendo di una buona struttura, questo non è difficile, perchè da una parte si creano fiere e dall’altra si ospitano. La Fiera di Trieste è pronta ad inserirsi in un contesto europeo ed internazionale, basta che lavori e che abbia i mezzi per farlo. Ora, stiamo lavorando per creare quelle 4-5-6 fiere specializzate, sperando che la pubblica amministrazione si accorga che, a Trieste, è possibile creare l’industria fieristica, nella quale investire”.
E per il prossimo anno, quali novità?
“Il prossimo anno rappresenta, per la Fiera, quasi una tappa. Torniamo a fare “SpiriTs & Co.”, ci sarà poi ancora il Caffè, l’Olio, poi si inserirà Domus Persona. Avremo anche una fiera ospite sulla tematioca del tempo libero. Faremo anche il raduno nazionale dei camper. Quindi, avremo 5 impegni importanti e consolidati. Ora, stiamo pensando ad una fiera del mare. Abbiamo trovato una nicchia di mercato molto importante. Se riesco ad inserire anche una settima fiera per il prossimo anno, o almeno pronta per il 2011, posso dire di andar via contento dal mio posto di presidente”.
a cura di Eugenia Di Cristo
|