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Osservando attentamente e in modo non banale il cerchio dello Zodiaco ci accorgiamo, con eccitata ed incuriosita sorpresa, che esso non è semplicemente una riproduzione statica e forzosamente semplificata delle ben note costellazioni, ma allude a un enigmatico movimento nel tempo e nello spazio. A un movimento di qualcosa che non riusciamo subito ben definire e che gira attorno al centro della figura stessa, procedendo da sinistra verso destra, come una lancetta di orologio che ruotasse al contrario rispetto al solito senso orario, attorno a un asse invisibile. Non tutti i consultatori di oroscopi sanno o hanno fatto caso che la serie dei segni zodiacali, pur essendo chiusa in cerchio su sé stessa, possiede una precisa ed univoca direzione di lettura. Il conteggio dei segni, infatti, inizia dall’Ariete, posto convenzionalmente a sinistra del disegno, e poi avanza verso destra e verso il basso, fino al Cancro, segno dove la marcia inverte apparentemente e impercettibilmente la rotta risalendo verso l’alto per incontrare la Bilancia e da qui balzare nuovamente verso sinistra sulla sommità occupata dal Capricorno; per poi, alla fine, ridiscendere ed esaurirsi nei Pesci, accanto all’Ariete, segno da cui ricomincerà di nuovo la misteriosa tiritera. Guardando lo Zodiaco secondo questa prospettiva diversa e ben più dinamica, ci sembra quasi di scorgere la sagoma di una trottola vista dall’alto che gira più o meno vorticosamente attorno a sé stessa, in senso antiorario, senza però cadere mai sul suo fianco e rimanere inanimata sul ripiano. L’analogia con la trottola rende bene l’idea perché al posto di un centro del cerchio del tutto immobile e a due sole dimensioni, troviamo un asse (l’asta) in rotazione che trapassa il centro stesso dello Zodiaco, trasmettendogli sia il movimento vorticante, sia un’ulteriore dimensione geometrica. La cosiddetta terza dimensione che descrive e permette la profondità dei corpi solidi, ma che per estensione analogica, conduce noi esseri tridimensionali verso il concetto della quarta dimensione, la più inafferrabile ed elusiva: il tempo. Un’entità che noi uomini comuni tendiamo irresistibilmente dividere in due parti fondamentali, il passato e il futuro, separati da un attimo fuggente ed irripetibile che chiamiamo “presente”.
a cura di Fabrizio Cecchetti
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