|
Il 23 agosto 2010, gli uomini della Capitaneria di porto di Trieste intenti a svolgere i controlli relativi all’operazione “Mare sicuro” per garantire la sicurezza dei bagnanti, sono stati protagonisti del ritrovamento di un bambino ungherese, smarrito dai genitori nei pressi del lungomare pineta di Barcola. I militari, a terra, che stavano già operando sul lungomare, perché allertati dalla sala operativa della presenza di un sub che pescava con un fucile sottocosta, e che stavano verbalizzando la sanzione amministrativa e il rispettivo sequestro della attrezzatura, sono stati allarmati da un uomo di nazionalità ungherese che preoccupato cercava, già da diversi minuti, il proprio figlio di cinque anni. Gli uomini della capitaneria hanno iniziato subito la ricerca che si è conclusa fortunatamente con il ritrovamento del bambino dopo circa 15 minuti. Il bimbo che, disorientato e in lacrime girovagava nella pinetina del lungomare, è stato preso in custodia dai militari ed è stato riconsegnato immediatamente nelle braccia del padre, tra gli applausi dei bagnanti che avevano assistito alla disperazione del papà. Sempre nella giornata di oggi, gli uomini della Capitaneria di porto di Trieste hanno comminato una sanzione amministrativa al bagnino di uno stabilimento balneare sempre del lungomare di Barcola, che si era allontanato dalla propria postazione di vigilanza, per la sicurezza dei bagnanti, per svolgere altre mansioni.
|