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GIOVANI PER UN’EUROPA PIU’ AMICA E SOLIDALE

L’assessorato alle Politiche giovanili della Provincia di Trieste sostiene il progetto Giovani per un’Europa più amica e solidale, organizzata e promossa dalle associazioni Fuoric'entro, Tenda per la Pace e i Diritti, NADIR pro, Arià, AMIS, la cooperativa sociale La Piazzetta – Radio Fragola e il Dipartimento di Salute Mentale – Azienda per i Servizi Santitari n°1 di Trieste. Il progetto  realizzato sul territorio provinciale in agosto, terminerà in dicembre e  prevede l'organizzazione di tre eventi che ne scandiscono l'attuazione: la realizzazione del secondo International Summer Camp, l’organizzazione di un Workshop Internazionale a Trieste sui temi propri del progetto, un incontro con festa finale.
L'obiettivo principale del progetto è far incontrare e lavorare assieme giovani provenienti da paesi europei sia UE che extra Schengen (Italia –provincia di TS-, Austria, Slovenia, Croazia, Serbia e Bosnia-Erzegovina) per analizzare, confrontare e valutare la situazione quali-quantitativa della tutela dei diritti fondamentali.  in particolar modo del diritto alla salute nel più ampio contesto sugli stili di vita, specialmente della popolazione giovanile e in particolare delle fasce più deboli e più soggette all'esclusione sociale nei rispettivi Paesi, confrontandola con i princìpi fondamentali della “Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea”.
Particolare rilevanza è data dalla rete di associazioni ed enti che si è costituita per la realizzazione del progetto e che ha al suo interno esperti ed esperienze significative rispetto ai temi proposti.
La rete è aperta al coinvolgimento di altri soggetti operanti nella provincia di Trieste e nei territori internazionali di provenienza dei partecipanti.

 I Temi La salute definita nella Costituzione dell' OMS, come stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia, viene considerata un diritto inalienabile dell’essere umano. La salute viene considerata più un mezzo che un fine e può essere definita come una risorsa di vita quotidiana che consente alle persone di condurre una vita dignitosa e di benessere a livello individuale, socioculturale e collettivo. Non si è sani perché normali per convezione sociale, negando “l’altro”o riducendolo a “diverso - malato”, ma anzi si è tanto più sani quanto più si riconosce la diversità come fatto naturale nel patrimonio delle identità culturali e genetiche. Attraverso una profonda interazione e abbattimento di stigmi e stereotipi la salute sociale e socioculturale è in grado di curare anche il concetto di confine affinché non sia una linea di demarcazione collettiva e muro eretto per isolare e proteggere il proprio convenzionalismo e salute da colui che per qualunque pretesto ideologico definiamo “diverso - malato”, guastatore del nostro equilibrio individuale e socioculturale.
A Trieste, il percorso di riflessione e ricerca sulla salute e la tutela dei diritti fondamentali partirà dall'esperienza di Franco Basaglia e dalla chiusura e riforma dei manicomi. Verrà posta attenzione su quelle che sono oggi le istituzioni totali e i luoghi (fisici e non) di negazione della dignità umana.
Fu sicuramente l’esperienza di Gorizia e la consapevolezza che maturò negli anni a venire a convincere lo psichiatra Franco  Basaglia che l’esperienza manicomiale dovesse essere superata. Nel 1973 Trieste venne designata "zona pilota" per l'Italia nella ricerca istituita dall'Organizzazione mondiale della sanità sui servizi di salute mentale.
Il 1978, sotto la spinta dei processi di deistituzionalizzazione in atto a Trieste e in altre parti d'Italia,veniva approvata dal parlamento italiano la legge 180,  conosciuta anche come Legge Basaglia, che decretava il graduale superamento degli ospedali psichiatrici a vantaggio di un modello di assistenza territoriale radicalmente innovativo. Al “malato di mente” vittima dell'istituzione totale, considerato soggetto pericoloso da escludere ed emarginare, veniva  riconosciuto il diritto alla cura e alla salute. Oggi l'assistenza psichiatrica e la cura delle persone non è pensabile fuori dal contesto sociale, culturale, relazionale che vivono quotidianamente.
In Italia i Dipartimenti di salute Mentale devono assumere la responsabilità della cura, riabilitazione e prevenzione mettendo al centro la persona stessa.

ATTIVITA’ PREVISTE

1) Campo Internazionale:
Date: dal 30 agosto al 3 settembre
Luogo: Ostello Scout “Alpe Adria” a Prosecco (TS)
Partecipanti: giovani (18-25 anni) provenienti da: Italia –provincia di TS, Austria, Slovenia, Croazia, Serbia, Bosnia-Erzegovina.
Lingua utilizzata: inglese.
I/le partecipanti organizzati/e in gruppi ogni mattina affronteranno e approfondiranno i temi del progetto e imposteranno un'attività da svolgere successivamente sul territorio di provenienza. I pomeriggi e le sere saranno dedicati alla conoscenza del territorio della  provincia di Trieste e delle  associazioni attive soprattutto nel settore giovanile per la promozione del benessere, la prevenzione del disagio, la tutela dei diritti e nell'assistenza/integrazione sociale. A livello artistico verrà dato spazio al “raccontare” attraverso la fotografia e i/le partecipanti saranno chiamati a partecipare al concorso fotografico internazionale “Divercitizen” attraverso le opere prodotte nei rispettivi Paesi, una volta rientrati. Alla fine del Campo sarà stabilito assieme ad ogni gruppo un lavoro di raccolta ed elaborazione di informazione su cui operare successivamente nei propri territori d’origine.

2) Workshop Internazionale
Date: dal 30 ottobre al 2 novembre
Luogo: Parco San Giovanni di Trieste, presso le strutture dell'Azienda Sanitaria
Partecipanti: massimo due rappresentanti di ogni gruppo partecipante al Campo Internazionale e appartenenti a enti o associazioni provinciali e/o regionali operanti nel settore.
Lingua utilizzata: inglese e italiano
Durante il workshop saranno esaminati, elaborati e valutati -con la supervisione e la guida di esperti- i dati raccolti dai vari gruppi a livello locale; alla fine sarà esaminato quanto emerso in confronto a quanto stabilito, a Nizza 2000 nella Carta dei diritti fondamentali per l’UE. Saranno inoltre organizzati incontri con rappresentanti di enti a carattere sociale.

3) Incontro finale:
data: dicembre
luogo: Opicina (Trieste) presso la sede dell'ass. Arià
partecipanti: aperto al pubblico, ma particolarmente rivolto ai giovani delle scuole superiori e dell'Università
Sarà organizzato un evento che presenterà i risultati del progetto, coinvolgerà attivamente i partecipanti e permetterà la conoscenza di associazioni, Enti e Servizi attivi nel settore. Una giornata informativa/formativa ma in un clima festoso, in cui il percorso e i risultati saranno messi a disposizione dell’intera cittadinanza. In quel contesto si svolgerà inoltre il mini torneo di calcetto “Un calcio all’intolleranza”. Verrà altresì presentata la mostra fotografica che presenterà le opere inviate dai partecipanti al campo internazionale e prodotte per il concorso internazionale “Divercitizen”, nonché della buona musica dal vivo.

 

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