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Scienza
E-ELT: IL GRANDE OCCHIO SULL’UNIVERSO

Sarà realizzato nel deserto di Atacama (Cile) il più grande telescopio ottico del mondo

Venerdì 27 gennaio alle 15.00, presentazione del progetto alla Sissa di Trieste

Trieste, 23 gennaio 2011 - Una “cattedrale” della scienza in pieno deserto cileno. Questo sarà l’European-Extremely Large Telescope (E-ELT), il telescopio ottico-infrarosso più grande al mondo che verrà realizzato entro una decina d’anni dall’European Southern Observatory (ESO) nel deserto di Atacama sulle Ande cilene, in località Cerro Amazones, a 3060 metri di quota. La sua progettazione e realizzazione, ai limiti delle attuali capacità tecnologiche, vedono coinvolti una quindicina di Paesi, tra i quali l’Italia, membri dell’ESO.

La spettacolarità del progetto e gli scenari che il “super-telescopio” potrà aprire nella sempre più profonda osservazione dell’universo saranno al centro di un incontro pubblico, imperdibile per astrofili e amanti della scienza, venerdì 27 gennaio 2012 alle ore 15.00 alla SISSA, in aula 5.

Con il contribuito di immagini e ricostruzioni virtuali, gli astrofisici Annalisa Calamida e Stefano Cristiani, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), spiegheranno con taglio divulgativo le caratteristiche più interessanti e innovative del telescopio e le implicazioni per gli studi astronomici che deriveranno dalla sua messa in opera.

E-ELT è un telescopio della classe dei 40 metri, quasi la metà di un campo da calcio. Grazie a un sistema di 5 specchi, di cui il maggiore di quasi 40 metri di diametro formato da un alveare di circa mille specchi esagonali da 1,4 metri ciascuno. Grazie alla sua imponente struttura riuscirà a raccogliere una quantità di luce 15 volte maggiore rispetto a quella raccolta dai telescopi più all’avanguardia della classe di 8-10 metri, attualmente in uso. Alla dimensione straordinaria degli specchi si uniscono le innovative tecnologie, come l’ottica adattiva di ultima generazione - un sistema che consente la correzione della sfocatura delle immagini stellari introdotta dalla turbolenza atmosferica - che permetteranno di realizzare enormi passi avanti nella comprensione dell’universo.

La nostra conoscenza dell’astrofisica si amplierà enormemente grazie al contributo di E-ELT, che studierà gli oggetti più distanti, dalle prime galassie ai buchi neri super-massicci. Riusciremo a comprendere come si siano formate le prime stelle e come si siano evolute. E-ELT scruterà il cielo alla ricerca di pianeti extrasolari simili alla Terra e potenzialmente abitabili. Studiandoli nel dettaglio, avvicinerà gli astronomi a una migliore comprensione delle prime fasi della formazione di sistemi planetari, contribuendo a dare risposta all’ancestrale domanda: “Siamo soli nell’universo?”.

La conferenza è organizzata dagli studenti del Master in Comunicazione della Scienza della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. Il Master è un percorso formativo biennale organizzato dal Laboratorio Interdisciplinare della Sissa.

Simona Regina
I relatori:
ANNALISA CALAMIDA si è laureata in fisica all'Università di Roma Tor Vergata nel 2003, con una tesi sulla fotometria dell'ammasso globulare Omega Centauri. Ha ottenuto il Dottorato di ricerca nella stessa università, svolgendo la sua attività di ricerca all’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), presso l’Osservatorio Astronomico di Roma (INAF). Nel corso dei quattro anni trascorsi all'osservatorio ha analizzato immagini acquisite con i telescopi dello European Southern Observatory (ESO) nelle bande ottiche e infrarosse per diversi ammassi globulari, pubblicando i risultati ottenuti su riviste scientifiche internazionali. Da luglio 2008 a giugno 2010 ha lavorato presso l'ESO, a Garching (Monaco di Baviera), al progetto per la costruzione del più grande telescopio ottico-infrarosso da terra, lo European Extremely Large Telescope (E-ELT). In particolare, ha collaborato con l'ufficio scientifico dell'E-ELT, lavorando principalmente alle simulazioni di immagini e spettri di stelle ed oggetti planetari. Da ottobre 2010 è tornata in Italia e lavora presso l'Osservatorio di Roma, continuando a collaborare con l'ufficio scientifico dell'E-ELT, aggiornando il Caso Scientifico del telescopio, e promuovendo il progetto fra i ricercatori e il pubblico.

STEFANO CRISTIANI è professore ordinario di Astronomia osservativa all'Università di Trieste, dal 2005 al 2010 è stato direttore del locale Osservatorio Astronomico dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Laureatosi in fisica all'Università di Roma “La Sapienza”, ricercatore e poi associato all'Università di Padova dal 1983 al 1992, ha lavorato per circa vent'anni con l'ESO (European Southern Observatory) prima al quartier generale di Garching (Monaco di Baviera), poi in Cile all'Osservatorio di La Silla, sulle Ande, e quindi di nuovo in Germania. Attualmente è membro del consiglio di amministrazione dell'INAF e responsabile di vari progetti in campo astronomico e spaziale. Dal 2008 fa parte del Science Team and Executive Board per lo spettroscopio CODEX dell'European Extremely Large Telescope (E-ELT). Autore di 170 pubblicazioni, Cristiani si occupa di astronomia extragalattica, cosmologia, formazione ed evoluzione galattica, metodi di analisi dei dati.

Moderatore: FABIO PAGAN, giornalista scientifico

 
MONTEZEMOLO ALLA SISSA

Spazio alle idee e alle esperienze di successo che meritano di essere condivise per cambiare il mondo

MONTEZEMOLO ALLA SISSA

Per la prima volta il presidente della Ferrari partecipa a un evento TED.

Venerdì 27 gennaio, alle 19, si parla di innovazione e competitività nell’aula magna della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste

Trieste, 23 gennaio 2012 - Più ricerca. Più competitività. Dalla Formula 1 alla lotta contro le malattie genetiche, per battere sempre nuovi record. Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari e della Fondazione Telethon, una delle personalità di spicco dell’imprenditoria italiana, sarà ospite della Sissa, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, per il primo appuntamento del 2012 targato TEDx. Tornano infatti anche quest’anno, nell’ambito del Master in Complex Actions (MCA) della Sissa, gli incontri con ospiti di fama internazionale e giovani innovatori che portano all’attenzione del pubblico triestino la forza delle idee per affrontare, da protagonisti, le sfide della nuova società della conoscenza.

Montezemolo partecipa per la prima volta a un evento TED e per l’occasione torna in visita alla Sissa, dove nel 2005 ha ricevuto il Phd (dottorato di ricerca) honoris causa in fisica dei materiali.

«La ricerca scientifica è un fattore determinante per far crescere un Paese in competitività e dotarlo del know-how necessario per vincere le sfide dell’innovazione – commenta Guido Martinelli, direttore della Sissa -. Per questo siamo convinti dell’importanza di creare nuove sinergie tra mondo accademico e imprenditoriale, perché insieme possano contribuire allo sviluppo socio-economico e culturale del nostro Paese». Alle 18, dunque, Montezemolo arriverà alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati per incontrare lo staff scientifico e visitare alcuni laboratori.

Alle 19.00 l’aula magna della scuola ospiterà l’happening culturale TEDxTrieste. Sarà Eric Ezechieli, co-fondatore e presidente di The Natural Step Italy ed alumnus della Singularity University, ad aprire l’incontro. Esperto di crescita esponenziale e di sostenibilità, ci farà riflettere sulle sfide e le opportunità legate alla velocità di cambiamento che non ha precedenti nella storia dell’umanità, chiamata ancor di più oggi a intraprendere nuove strade tra tecnologia e sostenibilità. «È necessario intraprendere percorsi di innovazione profonda, per accelerare l’evoluzione verso attività umane che creino prosperità economica duratura mentre rigenerano la biosfera e la coesione sociale» afferma.

A seguire Montezemolo, classe 1947, cavaliere del lavoro, già presidente di Confindustria, della Fiat e dell’Università Luiss, ai vertici di Nuovo Trasporto Viaggiatori, prima azienda privata dei treni ad alta velocità, e fondatore dell’associazione Italia Futura.

TED sta per Technology, Entertainment, Design ed è un'organizzazione non-profit che dà voce alle “idee che meritano di essere diffuse” attraverso il coinvolgimento di persone che hanno cambiato il mondo: da Bill Gates ad Al Gore, da Stephen Hawking a Isabell Allende.
TEDxTrieste è organizzata nell’ambito del Master in Complex Actions (MCA) della Sissa, gestito in collaborazione con l’Università di Trieste, Udine e la Parmenides Foundation di Pullach (Monaco).

L'ingresso è gratuito. Le conferenze saranno in italiano.
Si consiglia la prenotazione: 040 3787 247- www.tedxtrieste.com - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

SISSA | Ufficio stampa | Simona Regina | Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. | 040 3787557 – 320 4314756  

Cos'è TEDx
x= evento organizzato in modo indipendente
Nello spirito di condividere le “idee che meritano di essere diffuse”, TED ha lanciato un programma di eventi locali, chiamato TEDx (dove la “x” sta a indicare un evento organizzato in modo indipendente), che si propone di far vivere localmente un’esperienza simile a quella che si vive partecipando a una conferenza TED.
Agli eventi TEDxTrieste, presentazioni dal vivo, performance artistiche e proiezioni di video tratti dai TEDTalks sono combinati per stimolare il dialogo tra i partecipanti e favorire le relazioni all’interno del gruppo di piccole dimensioni.
Le Conferenze TED forniscono il modello guida generale per l’organizzazione degli eventi TEDx, ma i TEDx, incluso TEDxTrieste, sono realizzati in modo indipendente.

Cos'è TED: ideas worth spreading
Ted (Technology, Entertainment, Design) è un’organizzazione non-profit che ha come obiettivo la condivisione di “idee che meritano di essere diffuse”. Iniziata come una conferenza di quattro giorni in California 26 anni fa, TED è cresciuta nella sua “mission“ attraverso molteplici iniziative. Nella Conferenza annuale di TED i maggiori protagonisti del “pensare” e del “fare” sono invitati a raccontare le loro idee in presentazioni di massimo 18 minuti. I loro interventi sono messi a disposizione, gratuitamente, sul sito ted.com.
Hanno partecipato in passato alle conferenze di TED personalità come Bill Gates, Al Gore, Jane Goodall, Elisabeth Gilbert, Sir Richard Branson, Nanda Nilekani, Philippe Starck, Stephen Hawking, Isabell Allende e il Primo Ministro inglese Gordon Brown.
La Conferenza annuale di TED si tiene a Long Beach in California, con simultanee proiezioni a Palm Springs. Annualmente si svolge a Oxford, nel Regno Unito, TED Global.
Sul sito ted.com vengono pubblicate quotidianamente nuove presentazioni: i TEDTalk. Open Translation Project fornisce sottotitoli e trascrizioni interattive in modo da permettere ad ogni TEDTalk di essere tradotto da volontari in tutto il mondo.
TED ha inoltre istituito: TED Prize, che premia ogni anno persone di talento e con il desiderio di cambiare il mondo dando loro la possibilità di trasformare i propri desideri in azione; TEDx, che offre a persone e a gruppi la possibilità di organizzare indipendentemente e localmente eventi in tutto il mondo; il programma TEDFellows, che segue in tutto il globo gli ‘innovatori che vogliono cambiare il mondo? rendendoli parte della comunità TED e contribuendo ad ampliare l’impatto dei loro progetti e delle loro attività.

Web: www.tedxtrieste.com - Facebook: facebook.com/pages/TEDxTrieste - Twitter: http://twitter.com/tedxtrieste

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Progetto Imprenderò

Creare e gestire la tua impresa nell’ICT
Al via un corso gratuito di 80 ore
Parte il 17 febbraio 2012 il corso di formazione imprenditoriale con focus sul settore ICT del progetto Imprenderò. Interamente gratuito e completato dall’assistenza e consulenza personalizzata da parte di esperti nei diversi settori, consentirà a persone non esperte di elaborare progetti d’impresa e di definire nel dettaglio il quadro finanziario, la struttura organizzativa, il contesto competitivo e commerciale, gli aspetti legali e fiscali necessari per sviluppare un’idea imprenditoriale
I destinatari del corso sono disoccupati, occupati - con priorità ai lavoratori in cassa integrazione o provenienti da imprese in crisi e alle donne - domiciliati o residenti nel territorio regionale (potrà frequentare il corso anche chi, pur residente fuori dal Friuli Venezia Giulia, abbia in previsione di avviare un’attività imprenditoriale in regione), con un’età compresa tra 18 e 64 anni.
Il corso di 80 ore avrà cadenza bisettimanale (martedì pomeriggio e venerdì) e sarà articolato in moduli, per approfondire singole competenze strategiche e accompagnare nell'elaborazione del progetto d’impresa. Per chi dimostri di possedere conoscenze adeguate in alcune materie, è possibile la frequenza di singoli moduli specialistici, per un numero di ore non inferiore a 20.
Le iscrizioni sono aperte fino al 3 febbraio 2012.
Per maggiori informazioni:
Alessandro Deltreppo:
040 3755272/328 4674198
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .
Imprenderò è un progetto finanziato nell’ambito degli interventi del POR FSE Friuli Venezia Giulia 2007/2013 e conta 12 partner: CReS - Centro Regionale Servizi per la piccola e media industria S.r.l. (capofila); CCIAA Udine - Azienda Speciale Ricerca& Formazione; Consorzio Friuli Formazione; Consorzio Friuli Innovazione; AREA Science Park; En.A.I.P Friuli Venezia Giulia; I.A.L. Friuli Venezia Giulia; I.R.E.S. - Istituto di Ricerche Economiche e Sociali del Friuli Venezia Giulia; MIB - School of Management; Polo tecnologico di Pordenone; Università degli Studi di Trieste; Università degli Studi di Udine.
Leo Brattoli – Francesca Iannelli

 
Intitolato a Fulvio Anzellotti l’edificio direzionale di AREA Science Park

Con apposizione di una targa sulla facciata, l’edificio che ospita direzione e presidenza del Consorzio per l’AREA di ricerca nel campus di Padriciano, è stato intitolato a Fulvio Anzellotti, illustre triestino e primo presidente di AREA Science Park. Alla cerimonia hanno preso parte oltre ai familiari di Anzellotti, anche il vicepresidente di AREA, Roberto della Marina, il direttore generale, Enzo Moi, e i dipendenti del Consorzio, a partire da quel drappello che accompagnò Anzellotti nei primi passi del parco scientifico agli inizi degli anni ’80.

Alla cerimonia hanno partecipato anche esponenti del mondo della ricerca e delle istituzioni che, a vario titolo, hanno condiviso con lui l’esperienza pioneristica della nascita di AREA e, più in generale, dello sviluppo del sistema scientifico locale.

Nel 1978, con l'istituzione del Consorzio obbligatorio per l'Area di ricerca, iniziò il cammino del Parco tecnologico. Nel 1982 l’insediamento dei primi laboratori sul Carso triestino. Da allora AREA ha conosciuto un processo di continua crescita. Oggi è un parco scientifico e tecnologico multisettoriale, in cui operano una novantina tra aziende e istituti pubblici e privati attivi nell’ambito della ricerca e dell’innovazione, con circa 2400 addetti.

Leo Brattoli – Francesca Iannelli

 
Confindustria Trieste e AREA Science Park

presentano la pubblicazione
“L’Imprenditore in classe – Anno scolastico 2010-2011” e il progetto 2012

TRIESTE. Entrare direttamente in aula per trasferire alle giovani generazioni lo spirito imprenditoriale: la formula de “L’Imprenditore in classe”, l’iniziativa promossa dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Trieste rivolta alle scuole cittadine, si è rivelata ancora una volta vincente sia in termini di numero di studenti e imprenditori coinvolti sia in termini di qualità degli incontri, grazie anche alla partnership con AREA Science Park.

Sono stati, infatti, 7 gli istituti superiori cittadini che hanno scelto di partecipare all’iniziativa nell’anno scolastico 2010-2011 per un totale di circa 500 studenti, mentre 28 sono stati gli imprenditori che hanno portato la propria esperienza tra i banchi di scuola, dialogando a tu per tu con le giovani menti, in particolare delle classi terze, quarte e quinte degli istituti Da Vinci-Carli-De Sandrinelli, Jožef Stefan, Alessandro Volta, Žiga Zois e i licei Bachelet, Carducci e Oberdan.

“In questa edizione – ricorda la presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Elisabetta Cividin in occasione della presentazione della pubblicazione “L’Imprenditore in classe 2010-2011”, svoltasi presso la sede di Confindustria Trieste – il progetto ha raggiunto il suo principale obiettivo: un coinvolgimento superiore alle aspettative, sia degli istituti scolastici cittadini che delle classi coinvolte. Il successo del progetto (coordinato da Massimo Chenda) è dovuto a un approccio formativo molto diretto e non troppo tecnico, che ha visto accrescere negli anni l’attenzione dei ragazzi che si apprestano a fare le loro scelte di vita in campo professionale. Entrare nelle classi, per noi imprenditori, significa condividere con le nuove generazioni la nostra esperienza di lavoro e il momento dell’incontro e del dialogo studenti-imprenditori è sempre molto stimolante, per entrambi”.

Durante l’anno scolastico 2010-2011 non sono mancate le novità, tra cui la partecipazione agli incontri di diversi esponenti provenienti dai laboratori e dalle imprese insediate in AREA Science Park. Inoltre, ogni incontro sviluppava un tema specifico (internet e nuovi media, gestione finanziaria, controllo di gestione, risparmio energetico, energie rinnovabili, sistemi e software, marketing, ecc.) per permettere agli studenti non solo di ascoltare la testimonianza di un’esperienza imprenditoriale ma anche di approfondire aspetti più tecnici e concreti.

“AREA si è sempre impegnata nella formazione di persone in grado di gestire il processo innovativo e il trasferimento tecnologico. Persone capaci di tradurre in termini economici un’idea scientifica o  tecnologica – commenta Roberto Della Marina, Vicepresidente di AREA Science Park. In questo percorso è  fondamentale riuscire a coinvolgere e sensibilizzare anche elementi potenzialmente più lontani di questa catena, che sono appunto gli studenti. Noi siamo convinti che imprenditori si può nascere, ma lo si può anche diventare raccogliendo suggerimenti e insegnamenti di tecnici e professionisti che tutti i giorni vivono la realtà dell’impresa e si confrontano col mercato. Pertanto, l’intento con cui partecipiamo al progetto ‘L’imprenditore in classe’ è quello di allungare di un altro tassello la filiera del trasferimento tecnologico che trasforma un’idea in prodotto, avvicinando nel contempo le possibili ricadute economiche sul territorio”.      
 
A completamento di questa importante edizione è stata anche rinnovata la pubblicazione “L’Imprenditore in classe”, realizzata da Aps comunicazione con il sostegno di AREA Science Park e della Fondazione CRTrieste, nonché grazie al contributo di Burgo Group, Cividin Costruzioni, Ergolines Lab, Ocean Team, Pacorini, T&B Associati, Veneto Leader e Wärtsilä Italia.

Il volume riporta resoconti degli interventi, opinioni, consigli e racconta con testi e immagini l’esperienza educativa mantenendo la suddivisine tematica proposta in aula, come un vero e proprio quaderno di appunti, richiamato, per questo, anche nella grafica.

Il progetto del 2012, organizzato sempre in partnership con AREA, oltre a prevedere gli incontri con imprenditori e ricercatori che si svolgeranno tra febbraio e marzo, proporrà anche l’istituzione di un concorso al fine di promuovere l’integrazione fra scuole e imprese, favorire la conoscenza dei processi gestionali, progettuali, produttivi, tecnologici e di comunicazione delle aziende.

Sarà richiesta la redazione di un breve testo su uno dei temi proposti dall’imprenditore o dal ricercatore durante l’incontro con gli studenti; potrà essere redatto dal singolo studente o in forma aggregata. I componimenti verranno valutati da una commissione composta dagli stessi imprenditori e dai ricercatori che avranno partecipato a “L’Imprenditore in classe 2012”. Il bando del concorso contenente tutte le informazioni utili alla partecipazione sarà pubblicato agli inizi di febbraio 2012.

Le aree tematiche proposte agli istituti saranno: Ict, internet e nuovi media; La gestione finanziaria; Dalla ricerca scientifica all'applicazione tecnologica; Dall’idea al mercato: come creare un’impresa; Marketing e comunicazione;  Impresa al femminile;  Ecologia e ambiente: energie rinnovabili e risparmio energetico.

 
Confindustria Trieste e AREA Science Park

presentano la pubblicazione
 “L’Imprenditore in classe – Anno scolastico 2010-2011”

TRIESTE. Fa pensare al classico “quaderno blu” usato tra i banchi di scuola “L’Imprenditore in classe”, la pubblicazione realizzata a testimonianza dell’omonima iniziativa promossa dal Gruppo Giovani di Confindustria Trieste e AREA Science Park nell’anno scolastico 2010-2011.

Ideato per promuovere la cultura d’impresa tra giovani studenti delle scuole superiori, il progetto “L’imprenditore in classe”, ha coinvolto, nell’anno scolastico 2010/11, sette istituti triestini e una trentina di imprenditori locali. E proprio per lasciare traccia di quanto realizzato, i Giovani Industriali e AREA hanno deciso di realizzare un “quaderno” in cui raccogliere testi e immagini dell’esperienza svolta.

La pubblicazione, realizzata da Aps comunicazione, grazie al sostegno di Confindustria Trieste, AREA e Fondazione CRTrieste, e con il contributo di Burgo Group, Cividin Costruzioni, Ergolines Lab, Ocean Team, Pacorini, T&B Associati, Veneto Leader e Wärtsilä Italia, sarà presentata

L’evento, che ospiterà gli interventi di Arianna Bellan (presidente del Comitato Regionale Giovani), Elisabetta Cividin (presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Trieste), Roberto Della Marina (vicepresidente di AREA Science Park), nonché Massimo Chenda e Alessio Mereu (del Gruppo Giovani Imprenditori), sarà anche l’occasione per presentare l’iniziativa per l'anno 2012.

 
PROGETTO ACCESS

Management dell’innovazione: esperti europei a confronto in FVG

Dal 23 al 27 gennaio in programma visite e interviste in AREA e in regione

Un “food plain” per la Slovenia Orientale, un accordo per la realizzazione di un cluster transnazionale di biotecnologie in Ungheria Centrale e l’attuazione di un sistema di trasferimento della conoscenza (mentoring) nella meccatronica (settore che unisce meccanica, elettronica e informatica) per l’Alta Slesia. Sono questi gli obiettivi di Access (accelerating regional competitiveness and sector-based excellence through innovation management tools and techniques), progetto europeo triennale che vede la partecipazione di 11 partener, tra i quali due italiani: l’AREA science Park di Trieste e il CNA Regionale dell’Emilia Romagna.

Access nasce per incrementare nelle Regioni coinvolte la competitività e l’eccellenza settoriale, incoraggiando un accesso diretto a strumenti e tecniche di management dell’innovazione, in tre settori chiave (industria alimentare, biotecnologie e meccatronica).  Per far ciò i partner hanno elaborato uno strumento sistematico per la ricognizione, lo sviluppo e l’implementazione di strategie per l’innovazione che attualmente è in fase di test. S i tratta di una metodologia che descrive in dettaglio il modo in cui operare il confronto tra esperti dello stesso settore (peer-review) per l’identificazione di attori, politiche e strumenti a servizio dell’innovazione, utilizzando come strumento anche interviste agli stakeholder. 

Il test, dopo due fasi tenutesi nelle regioni di Budapest e di Praga a cui hanno partecipato esperti di AREA e del CBM, approda in Friuli Venezia Giulia (dal 23 al 27 gennaio) dove una delegazione di esperti in innovazione e biotecnologie provenienti dall’Ungheria e dalla Repubblica Ceca parteciperanno a una serie di visite e interviste agli attori principali del “sistema innovazione” locale. Tra questi: docenti e ricercatori delle Università di Trieste e Udine, funzionari dei principali enti regionali a supporto dell’innovazione (tra cui AREA Science Park, Camera di Commercio, Friulia...), direttori di centri di ricerca internazionali (CBM, ICGEB...), giornalisti ed esperti in comunicazione della scienza, rappresentanti delle principali aziende regionali operanti nel settore delle biotecnologie, esponenti  della Direzione Centrale Istruzione, Università, Ricerca, Famiglia, Associazionismo e Cooperazione e della Direzione Centrale Attività Produttive della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Al termine della settimana di lavoro, la delegazione di esperti stilerà un piano di indirizzo che potrà essere un riferimento nella pianificazione e stesura delle future politiche per l’innovazione regionale. AREA Science Park, anche grazie alla partecipazione del Cluster regionale in Biomedicina Molecolare, svolge un ruolo fondamentale all’interno delle attività legate alle biotecnologie.

I partner del progetto Access sono: South Transdanubian Regional Innovation Agency(H), AREA Science Park (I), Fondazione Theodore Puskas (H), CATT Innovation Management Ltd. (A), Clusterland Upper Austria Ltd. (A), European Development Agency (CZ), CNA Regionale dell’Emilia Romagna (I), Agenzia per lo Sviluppo Regionale di Bielsko Biala (PL), Camera di Commercio e dell’Industria Slovacca – Camera Regionale di Prešov (SK), Parco Tecnologico di Pomurje (SLO), Virtual Dimension Center (D).

Leo Brattoli – Francesca Iannelli

 
Prestigioso premio dell'American Astrophysical Society al satellite italiano AGILE

Prestigioso premio dell'American Astrophysical Society al satellite italiano AGILE
Importante l'apporto dei ricercatori dell'INFN e dell'Università di Trieste che hanno realizzato in AREA Science Park il cuore sperimentale, il tracciatore al silicio
Il satellite italiano Agile (Astrorivelatore Gamma a Immagini Leggero) si è aggiudicato il riconoscimento internazionale più ambito nel campo dell'astrofisica delle alte energie, il premio Bruno Rossi, assegnato ogni anno dall'American Astronomical Society. Intitolato al padre della fisica dei raggi cosmici, l'italiano Bruno Rossi, il riconoscimento è stato consegnato al gruppo di ricerca coordinato da Marco Tavani, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Il premio è stato assegnato per la scoperta della variabilità dell’emissione gamma dalla Nebulosa del Granchio, ritenuta una sorgente campione.
Molto importante il contributo del Friuli Venezia Giulia, dove i ricercatori della Sezione triestina dell'Infn e dell'Università di Trieste hanno realizzato il cuore sperimentale di Agile, il tracciatore al silicio, progettato e costruito nei laboratori insediati in AREA Science Park. “Abbiamo dovuto superare un grande numero di problemi tecnico sperimentali nella realizzazione dello strumento, che ha lavorato per quasi cinque anni nel difficile ambiente spaziale - dichiara soddisfatto Guido Barbiellini, responsabile scientifico per l’Infn di Agile. La Nebulosa del Granchio è stata per tanti anni considerata una candela di riferimento per la stabilità delle sue emissioni elettromagnetiche. La scoperta di un improvviso aumento dell’emissione nella banda di energia sperimentata da Agile ha costretto alla revisione di molti modelli teorici e ha proposto un problema all’astrofisica gamma teorica di difficile soluzione. Agile – conclude Barbiellini, è un magnifico esempio di collaborazione tra varie enti e agenzie di ricerca italiani. L'Infn è orgoglioso di aver realizzato il tracker in silicio che si è rivelato l'elemento decisivo per determinare la direzione da cui provengono i raggi gamma osservati dal satellite”.
Ma la soddisfazione è di tutta la squadra italiana: per Tavani un satellite cosiddetto ''piccolo'', come Agile, ha dimostrato di poter competere con i grandi. Per il presidente dell'Inaf, Giovanni Bignami, Agile è ''l'immagine dell'Italia migliore'' e ''un condensato di altissima tecnologia ed eleganza al tempo stesso: realizzato con finanziamenti minimi e massimo ingegno, ha funzionato fin da subito in modo egregio''.
Agile/scheda
Messo in orbita il 23 aprile 2007, Agile è una missione dell’Agenzia Spaziale Italiana. Progettato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica, dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e da numerosi Istituti universitari italiani, è stato realizzato interamente in Italia da istituti scientifici e da un consorzio industriale che vede insieme Carlo Gavazzi Space, Alcatel Alenia Space, Oerlikon Contraves, Telespazio. Agile pesa solo 350 kg e si avvale delle tecnologie più avanzate mutuate dalla fisica delle particelle, settore di ricerca dell’INFN. Il suo angolo di vista è di 120 gradi, il che significa che ha una visuale e una funzione di cattura molto ampia e interessante, con una capacità di realizzazione di immagini di ottima risoluzione e grande qualità. Tra gli aspetti più innovativi dello strumento, la capacità di acquisizione simultanea di raggi Gamma e X.

Leo Brattoli – Francesca Iannelli

 
MATERIA OSCURA: EFFETTO MATRIOSKA NELLE GALASSIE NANE

La materia invisibile che le avvolge è una sfera a densità costante e omogenea. Anche nelle galassie più piccole, si riscontra un moto anomalo delle stelle: la velocità di rotazione non decresce all’aumentare della distanza dal centro galattico, a causa degli effetti gravitazionali della componente misteriosa dell’Universo.
Uno studio sulle Monhtly Notices della Royal Astronomical Society

Trieste, 6 dicembre 2011 - Continua il dibattito sulla materia oscura e uno studio in corso di pubblicazione sulle Monhtly Notices della Royal Astronomical Society mette in discussione la validità del Modello Standard nel spiegarne l’esistenza.
Un team internazionale, tra cui l’astronomo Gerard Gilmore di Cambdrige, coordinato dal cosmologo Paolo Salucci della Sissa di Trieste, ha misurato la distribuzione della luce e la velocità di un migliaio di stelle nelle galassie nane più vicine alla nostra. Sono sei nane sferoidali, si chiamano Draco, Sextans, Carina, Leo I, Leo II e Sculptor, distano dai 30 ai 100 mila anni luce e orbitano intorno alla Via Lattea, attratte dal suo campo gravitazionale.
I ricercatori hanno scoperto che l’alone di materia oscura che circonda queste galassie non è caratterizzato da un picco di densità al centro. A differenza delle aspettative, in contrasto cioè con quanto suggeriscono numerose simulazioni realizzate nell’ambito del paradigma standard della materia oscura fredda, all’allontanarsi dal centro galattico si continua a riscontrare un andamento costante della densità di materia oscura, anziché una sua diminuzione. Il fenomeno osservato è da attribuire al fatto che in ogni galassia lo sferoide stellare è immerso in un alone di materia misteriosa di cui subisce gli effetti gravitazionali. Come conseguenza di questa attrazione, i corpi celesti manifestano un moto anomalo, riconducibile proprio a un potenziale gravitazionale invisibile.
Il moto anomalo delle stelle è infatti una prova sperimentale a favore dell’esistenza della materia oscura. Se le galassie fossero composte soltanto da stelle e gas, per la terza legge di Keplero, ci aspetteremmo che la velocità di rotazione delle stelle decresca via via che ci spostiamo verso l’estremità della galassia. «Invece la velocità di rotazione aumenta o rimane costante per gli effetti gravitazionali che proprio questa materia misteriosa determina sulla materia luminosa» precisa Salucci. Rimane ancora da chiarire, però, quanta materia invisibile ci sia e soprattutto come sia distribuita.

«Grazie alle nostre osservazioni abbiamo riscontrato un effetto matrioska: la materia invisibile che avvolge le piccole galassie è una sfera a densità costante e omogenea, del tutto simile a quella che circonda le galassie più grandi, ma in dimensioni in scala – continua l’astrofisico della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati -. Questo fenomeno lo avevamo già osservato nelle galassie a spirali e in quelle ellittiche, ma la questione era ancora aperte per le galassie nane».
Per lo studio, il team ha utilizzato rivelatori di nuovissima generazione, tra i quali il telescopio spaziale Hubble, e accurati metodi statistici di analisi dei dati.

«Il risultato è molto interessante perché da un lato dimostra che lo stesso fenomeno agisce su tutte le galassie, indipendentemente dalla loro morfologia. Dall’altro complica il tentativo di spiegare la nascita e l’evoluzione del nostro Universo sulla base degli attuali modelli cosmologici. In particolare, secondo il Modello Standard la più probabile forma di materia oscura è quella cosiddetta fredda, costituita dalle particelle WIMPS (Weakly Interacting Massive ParticleS). Ma la teoria della materia oscura fredda lascia irrisolte alcune questioni. Per esempio, prevede che gli aloni di materia oscura intorno o all'interno delle galassie abbiano distribuzione e densità particolari, che però non risultano verificate dalle osservazioni».     >>>

Proprio questo studio rileva sia nelle galassie nane sia in quelle grandi a spirale, come la nostra, un’anomalia nella distribuzione della materia oscura rispetto alle previsioni del Modello Standard.
Se la materia oscura esiste, forse allora è necessario un altro paradigma: «Con molta umiltà, però, diciamo che ancora non sappiamo quale. Forse un’alternativa possibile potrebbe essere la Warm Dark Matter».  Ma il dibattito è aperto.

Cos’è la materia oscura
Il 90% della materia dell’Universo è di natura sconosciuta: non è composto da atomi di idrogeno o di ossigeno o di qualsiasi altro elemento noto, né è costituito da particelle elementari conosciute. Ha una massa, ma non possiamo osservarla direttamente, perché non emette luce visibile né altre radiazioni elettromagnetiche. Per questo è definita materia oscura: è invisibile all'osservazione e alla misurazione diretta e possiamo rilevarla solo indirettamente, attraverso gli effetti gravitazionali che determina sulla materia luminosa. Anche la materia oscura, infatti, come il resto della materia, è sottoposta alla forza di gravità: attrae altri corpi (per esempio le stelle) ed è attratta da loro. Come conseguenza di questa attrazione, i corpi celesti possono manifestare un moto apparentemente anomalo che è appunto riconducibile a un potenziale gravitazionale invisibile. La natura della materia oscura resta tuttavia ancora un enigma, una sfida che impegna astrofisici e cosmologi di tutto il mondo da circa trent'anni.

 Dwarf spheroidal galaxy kinematics and spiral galaxy scaling laws
Paolo Salucci, Mark I. Wilkinson, Matthew G. Walker, Gerard F. Gilmore, Eva K. Grebel, Andreas Koch, Christiane Frigerio Martins, Rosemary F.G. Wyse

Qui è possibile scaricare il pdf del preprint  http://arxiv.org/abs/1111.1165

 
NUOVI BIOMATERIALI PER LA RIGENERAZIONE OSSEA

NUOVI BIOMATERIALI PER LA RIGENERAZIONE OSSEA

Trattamento delle conseguenze dell'osteoporosi

NUOVI BIOMATERIALI PER LA RIGENERAZIONE OSSEA
E’ l’obiettivo del progetto europeo InnovaBone presentato a Vienna

Nuove strategie per la rigenerazione ossea grazie all’uso di biomateriali innovativi. E’ l’obiettivo di InnovaBone, progetto finanziato dal 7° Programma Quadro della Commissione Europea e lanciato nei giorni scorsi a Vienna.  In Europa il costo netto per le spese mediche riguardanti lesioni ossee è stimato in 36 miliardi di euro a causa, in particolare, dell'aumento dell'osteoporosi conseguente all’invecchiamento della popolazione. Si calcola che all'incirca un terzo delle donne e un uomo ogni otto con più di 50 anni soffriranno in futuro di una frattura osteoporotica o saranno a rischio sotto questo profilo.

Nasce da qui InnovaBone, il cui scopo finale è sviluppare un prodotto innovativo, frutto di una combinazione di biomateriali, che assicuri una rigenerazione ossea sana, forte e duratura.  Il progetto quadriennale è gestito da  un consorzio multidisciplinare che  conta quattordici partner tra università, centri di ricerca e aziende di otto paesi europei. Tra questi anche Promoscience, azienda insediata in AREA Science Park, cui è affidata la valorizzazione dei risultati.

"Intendiamo produrre innovativi biomateriali bioattivi che si insedino all'interno della lesione e reclutino le cellule e i fattori trofici propri dell'organismo per promuovere la ricostruzione dell'osso - spiega  il prof. Oskar Hoffmann, coordinatore di InnovaBone - . Il nuovo osso sano andrà poi a rimpiazzare i biomateriali, generando un tessuto osseo più forte del precedente. Riteniamo che l'impatto di questo progetto costituirà una radicale innovazione che accelererà il trattamento di ampie lesioni ossee, riducendo il dolore e la sofferenza ad esse associati".

In effetti, nonostante i progressi raggiunti, le tecniche utilizzate oggi per la cura di fratture scomposte e lesioni ossee di vaste proporzioni possono risultare insufficienti. È quindi necessaria un’ampia attività di ricerca e sviluppo per superare i limiti degli attuali materiali da impianto: dall’inadeguata resistenza meccanica ai fenomeni di rigetto o di inefficace vascolarizzazione.

Le caratteristiche e le prestazioni dei nuovi biomateriali sviluppati grazie al progetto InnovaBone verranno valutate considerando diversi fattori, quali la crescita ossea, l'entità della guarigione e le reazioni a corpi esterni. Saranno utilizzate tecniche all'avanguardia quali saggi cellulari in-vitro, tecnologie BioMEMS, imaging non invasivo e analisi di espressione genica per individuare marcatori biomolecolari associati al processo di riparazione ossea.

Al progetto partcipano: Universität Wien (coordinatore), Institut für Bioprozess- und Analysenmesstechnik eV, The Chancellor, Masters and scholars of The University of Cambridge, The University of Nottingham, Qserve Consultancy BV., Baxter Innovations GMBH., Tetra Gesellschaft fur Sensorik Robotik und Automation MBH., Centre Suisse d'Electronique et de Microtechnique SA, Medizinische Universitaet Wien, Universidad De Valladolid, Universitat Politecnica de Catalunya, Universitätsmedizin Göttingen, Moverim Consulting SPRL, Promoscience SRL.

 
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