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Ogni anno le cosiddette “lacrime di San Lorenzo” sgorgano dal cielo per offrirci uno spettacolo magnifico. Nella notte tra il 12 e il 13 agosto il picco di stelle cadenti Come sono fatte? Da dove vengono? Quando ci sarà il massimo della “pioggia” quest'anno? La parola a Michele Maris dell'Osservatorio Astronomico di Trieste.
Un fenomeno noto fin dai tempi più antichi continua a lasciarci a bocca aperta ogni anno, grosso modo a metà agosto: sono le stelle cadenti, le cosiddette “lacrime di San Lorenzo”, che sono state descritte circa 1.000 anni fa, ma sicuramente sono state visibili già oltre 1.000 anni prima. Delle stelle cadenti e dei momenti migliori per avvistarle quest'anno (ogni anno la data si sposta leggermente oscillando tra il 10 e il 13 agosto) ne ha parlato ieri sera a “Calici di Stelle” – manifestazione organizzata a Bagnoli della Rosandra presso le Cantine Parovel – Michele Maris, astronomo dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste: “Anche se le prime stelle cadenti si vedono già ora e sono state visibili fin dalla metà di luglio, quest'anno ci attendiamo il picco nella notte tra il 12 e il 13 agosto, proprio nel pieno della nottata, tra l'una e le cinque – ha spiegato Maris – e ci aspettano un massimo di 100 stelle cadenti all'ora”. Le stelle cadenti che vediamo ad agosto sono anche chiamate “Perseidi” perché per un effetto prospettico paiono irradiarsi da un punto della sfera celeste nella regione della costellazione del Perseo. Ma perché riusciamo a vederle così chiaramente luminose nel cielo? “Le stelle cadenti hanno la dimensione di minuscoli sassetti – precisa Maris – che sfrecciano dallo spazio interplanetario a circa 18.000 chilometri all'ora ed a questa velocità entrano nell'atmosfera terrestre, fanno attrito con l'aria e quindi iniziano a diventare roventi ed emettere calore: un po' come accade ad uno shuttle che rientra sulla Terra. Quando la stella cadente si trova ad una distanza di 80-100 chilometri dalla terra diventa così bollente che la possiamo vedere luminosissima: la superficie del 'sassetto' raggiunge anche i 4.000 gradi e piano piano si erode, si sbriciola ed evapora lasciando scoperto il materiale interno che a sua volta comincia a surriscaldarsi formando la caratteristica scia. Quando, ad un certo punto, la meteora si disintegra definitivamente, si esaurisce del tutto e sparisce”. Benché lo spettacolo migliore le Perseidi lo offrano a coloro che si trovano in zone buie, come ad esempio in barca lontano dalla costa, anche un semplice allontanamento dalle zone cittadine più illuminate permetterà di osservare le lacrime di San Lorenzo più brillanti e godere di uno spettacolo emozionante.
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