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Spettacolo
L'ENSEMBLE

“Taraf de Gadjo” è un termine di derivazione turco-rumeno-romanì che sta
ad indicare una formazione orchestrale tzigana (taraf) composta da
musicisti non rom (gadjo): il nostro gruppo, nato nell’estate 2006, ha lo
scopo di far conoscere la musica dei Rom dell'Europa dell'est: il ritmo
frenetico delle danze intorno al fuoco, gli strumenti dal suono arcaico,
magico, seducente, musica potente e misteriosa che si perde nella notte dei
tempi…così ricca di storia, di fascino e di mistero.
Il programma dei Taraf si incentra in particolar modo sulla musica Romanì
dell’aria compresa tra Ungheria, Romania e Russia; nonché brani della
tradizione Klezmer e Manouches (Gypsy Jazz).
Il Klezmer è la musica popolare ebraica strumentale dell’est Europa; si è
generato all’interno delle comunità ebraiche dell’Europa orientale, in
particolare delle comunità khassidiche, ed è patrimonio e prerogativa di
musicisti che per scelta o costrizione sono in continuo movimento: vi
ritroviamo infatti elementi tedeschi, magiari, boemi, bulgari, transilvani,
turchi, greci, ucraini, oltre agli influssi della musica tzigana.
I klezmorim erano musicisti itineranti, e portavano la musica secolare
(vocale e strumentale) nei matrimoni e nelle feste. I loro strumenti erano
violini, viole, il cimbalom, flauti, ottoni e percussioni.
Motivo che accomuna tutta la musica dei Rom è quello dell’
improvvisazione; per questo motivo i “Taraf de Gadjo” si interessa a quella
forma di Jazz, lo Swing Manouche o Gypsy Jazz, che nasce dall'incontro del
Jazz americano degli Anni '30, dal Valzer Musette francese e dalla
tradizione tzigana. Tutto questo impregnato da nomadismo zingaro e dalla
contaminazione diretta delle musiche incontrate.
Abbiamo all’attivo diversi concerti in teatro, all’aperto, partecipazioni a
festival, tra cui il Festival Klezmer di Ancona, il Festival Gypsy-Klezmer a
Pinerolo (TO) giunto alla XIV edizione, unico nel suo genere in Italia, eventi
culturali in Italia, Danimarca e Belgio.
A un anno di vita, i “Taraf de Gadjo” hanno vinto il concorso “On the Road
Festival” svoltosi a Pelago (FI) la prima settimana di luglio 2007, giunto
alla XIX edizione. La giuria, composta,tra gli altri da critici musicali e
giornalisti del settore, hanno così motivato il premio: “affascina la
riproposizione in strada sia di arie classiche, sia di elucubrazioni jazz-
tzigane. Virtuosismi e predisposizione alla comunicazione fanno il resto,
dando al gruppo uno straordinario supporto del pubblico”..

CONCERTO

PROGRAMMA DELLA SERATA :
Kinokio
Turquoise bracelets
My Gypsy Girl
Dobra dobra
A vén Cigàny
Casino Csàrdas
Odessa Bulgarish
Bessarabian Girl
A Nakht in Gan Eydn
Leymakh
7.40 a.m.
Kazimierz
Ochi Chornyje
Szùreti Tànc
Doda
Cigarettes
Kalinka
Mezosegi Taànc
.
DOMENICO MANCINI
Si è diplomato brillantemente sotto la guida del M° Mario Ferraris
(già primo violino alla Scala di Milano) presso l’Istituto Musicale
“G. Braga” di Teramo e parallelamente ha compiuto gli studi
universitari all'Università di Chieti dove si è laureato in Filosofia
con una Tesi in Estetica della musica. Ha collaborato con artisti
quali: Riccardo Muti, Donato Renzetti, Gianluigi Gelmetti, Katia
Ricciarelli, Jose’ Carreras, Karl Martin, Piero Bellugi, Anthony
Flint, Mario Trabucco, Giulio Franzetti, Pavel Berman, Michele
Campanella, Ruggero Ricci, con il regista Maurizio Scaparro, Massimo Dapporto,
Gaia De Laurentis, Maria Rosaria Omaggio. Nell’estate 2003 ha preso parte alla
tournee italiana di Claudio Baglioni e nel 2005 collabora con Antonella Ruggiero.
Si è esibito in Francia, Belgio, Germania, Israele, Romania, Ungheria, Canada,
Danimarca e USA. Da qualche anno ha intrapreso lo studio della letteratura
musicale popolare europea e non, in particolar modo la musica dell'europa dell'est,
intraprendendo viaggi in Romania e Ungheria suonando e approfondendo la
conoscenza della musica romanì e Klezmer, senza trascurare il jazz, la musica
leggera e lo studio dell'improvvisazione applicata al violino.
GIUSEPPE MOFFA
Musicista tradizionale di eredità familiare, si diploma in
chitarra classica presso il conservatorio "L. Perosi" di
Campobasso combinando costantemente agli studi classici la
sua grande passione per il blues. Poliedrico è dotato di un
modo unico di presentare la musica d'autore nei suoi mille legami con il mondo
popolare meridionale. Tra le varie attività concertistiche, oltre al blues e alla
classica, ha fatto parte di diversi cori polifonici. Il nuovo progetto di
Giuseppe”Spedino”Moffa nasce nel 2005 con un nucleo strumentale ridotto di
chitarra e pianoforte chiamato “Gran Teatrino Musicale”.
GUERINO TARESCO
Ha intrapreso la via della musica all’età di circa 13 anni
imbracciando il suo primo basso elettrico per suonare con una
band di amici. Si trasferisce a Roma dove studia e vive di musica;
frequenta molte scuole e studia sotto la guida di diversi insegnanti,
quali M.Siniscalco, M.Morriconi, G.Gullotto, L.Pirozzi, D.Deidda,
M.Garrison, ecc. D’improvviso incontra il contrabbasso e tutto cambia. Prende
lezioni con il M° Andrea Pighi con cui studia per i primi due anni. Nel frattempo
segue i corsi sperimentali di jazz presso il conservatorio L.Refice di Frosinone, dove
attualmente frequenta il corso di contrabbasso sotto la guida del M° Luca Cola.
Musicista che spazia con estrema naturalezza dal jazz alla classica.

 
Il mito dei Blues Brothers rivivrà venerdì sera al cafè Rossetti

Venerdì 27 gennaio 2012, dalle 21.30, nella serata Movida ci si scatenerà con l'esplosiva proposta della Bluesmobile Band: sette elementi in perfetto stile Jake ed Elwood Blues.

Al venerdì sera al cafè ristorante Rossetti esplode il blues. Nella serata Movida, venerdì 27 gennaio 2012 dalle 22.30 ci si scatenerà con l'esplosiva proposta della  Bluesmobile Band: 7 elementi che faranno rivivere al cafè Rossetti il mito dei Blues Brothers. Ingresso libero. E' gradita la prenotazione.

BLUESMOBILE BAND
Blues Brothers, qualcosa di più di un film, di più di un album blues, è sempre stato il sogno nel cassetto di Max. Non a caso, la band sì è formata nel 2005 al ritorno di un suo viaggio a Memphis e New Orleans. La Bluesmobile band, formatasi per realizzare un tributo ai favolosi Blues Brothers, è composta da 7 elementi ma è sempre alla ricerca di nuove idee e sonorità: Max "Jake" Blues voce e tastiere e Filippo "Elwood" Blues voce e armonica accompagnati da Paolo alla chitarra, Max al basso, Luca alla batteria, Silvano "Engineer" alle percussioni, e Ciro "Sirius" al sax contralto. Il loro concerto è qualcosa di unico, anche perchè curano molto i particolari, non solo cercando di essere il piu fedele possibile agli album originali, ma anche nel modo di vestire: prettamente in bianco e nero con tanto di cappelli e occhiali rigorosamente originali. Una piccola chicca: non mancheranno nemmeno i pezzi dietro alla "rete metallica"... Pertanto chiunque abbia accennato a canticchiare "Sweet home Chicago" sotto la doccia o in macchina, è pregato di passare al cafè Rossetti per cantarla a squarciagola con loro.

Aggiornamenti in tempo reale sulla pagina facebook del Cafè Rossetti.

Con cortese preghiera di pubblicazione/diffusione.
 
Per informazioni:
Cafè Rossetti
Largo Giorgio Gaber, 2 tel. 0405700566

 
I Masnaderi di Friedrich Schiller

“I Masnaderi di Friedrich Schiller è un grande classico che ritorna al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia per la regia di Gabriele Lavia. Lavia ha scelto di portare in scena questo dramma della ribellione e della libertà affidandosi al talento di una compagnia di giovani che sapranno di certo incarnare appieno lo spirito schilleriano. Il debutto alla Sala Assicurazioni Generali sarà mercoledì 25 gennaio, e si replica fino a domenica 29, in abbonamento Prosa.”

Gabriele Lavia ha scelto di puntare sui giovani. Un’inclinazione ammirevole e molto interessante che ha espresso appieno, e anche coraggiosamente, diventando direttore del Teatro di Roma, e mettendo in scena per la stagione 2011-2012 un testo completamente affidato a una compagnia di giovani attori: I masnadieri, una delle produzioni di punta dell’Ente.

Con il capolavoro schilleriano – dramma che peraltro Lavia ha già diretto e interpretato al fianco di Umberto Orsini (anche al Rossetti, nel 1983) – questa sua decisione trova dunque una piena realizzazione, condotta con molta coerenza.

I Masnadieri è un grande classico della letteratura tedesca, testo d’esordio per Friedrich Schiller, conserva una profonda, disperata carica rivoluzionaria ed è particolarmente adatto alla lettura che Lavia ne offre, a capo di una ventina di giovani talenti accompagnati da poche figure più mature: un cast raffinato. Cast che il regista pone in un universo affascinante grazie alle belle scene di Alessandro Camera, ai tanti costumi di Andrea Viotti e alle musiche di Franco Mussida, e arricchito addirittura da alcuni pannelli dipinti da due writers. Paolo Colasanti e Leonardo Maltese – questi i loro nomi – trasferiscono nel segno e nella vernice il messaggio di lacerante ribellione e di possente tragedia, di rabbia e di impetuosità contenuto nel testo.
Una reinterpretazione fatta da artisti che parlano al mondo con i loro graffiti e che ritrovano proprio nel pathos schilleriano le stesse forze propulsive della loro espressività. Come i writers di oggi vorrebbero irrompere nella vita quotidiana scardinandone le regole, agendo visceralmente, così accade anche ai personaggi de I masnadieri.

La seduzione del potere e la perversione della libertà sono i due elementi fondanti su cui si articola l’azione, che ritrae il contrapporsi di due fratelli rivali e la parabola del protagonista che, dall’irrazionale ribellione, dalla tempestosa denuncia delle istituzioni politiche e sociali del tempo, raggiunge attraverso molti avventurosi e drammatici eventi la lucida consapevolezza della propria colpa e del proprio destino.

«Die Rauber, cioè i fuorilegge, i banditi, i briganti, ma per noi, e probabilmente per sempre, I masnadieri» commenta Lavia. «Con questa tragedia Schiller entra violentemente nella storia della letteratura tedesca come poeta della ribellione e come suddito ribelle, retore della libertà politico-sociale e nella kantiana libertà etica. Ma soprattutto egli entra nella storia della drammaturgia con un evento straordinario, che si tentò più volte di imitare e a cui certamente molto dobbiamo. Ciò che affascina maggiormente in Schiller è la capacità di far scoppiare effetti scenici e fondare su questi la struttura della sua drammaturgia. Egli possiede un grandioso stile drammatico e quella particolarissima abilità scenica che consiste nel saper sfruttare ogni risorsa dell'emozione e della sorpresa. I masnadieri si inseriscono idealmente nello Sturm und Drang, e in quella luce di furore visionario l'opera attacca le istituzioni politiche, sociali e i pregiudizi morali nel proposito di impiegare il palcoscenico come "Istituto morale". In questo senso le parole di Schiller risuonano nell'orecchio del mondo contemporaneo e, quell'opera "giovanile", straordinaria, del poeta, mi è sembrata l'occasione giusta per poter far nascere la Giovane Compagnia del Teatro di Roma, con uno spettacolo agile, appassionato e di grande presa».

I Masnadieri di  Friedrich Schiller per la regia Gabriele Lavia si avvale delle scene di Alessandro Camera e dei costumi di Andrea Viotti. Le musiche sono a cura di Franco Mussida e le luci di Simone De Angelis. La produzione è del Teatro di Roma, del Teatro Stabile dell’Umbria in collaborazione con La Versiliana Festival.

Fra gli interpreti ammireremo Gianni Giuliano (Moor), Simone Toni (Karl), Francesco Bonomo (Franz), Cristina Pasino (Amalia), Marco Grossi (Spiegelberg), Filippo De Toro (Schweitzer), Luca  Mascolo (Grimm), Fabio Casali (Razmann), Giulio Pampiglione (Schufterle), Giovanni Prosperi (Roller), Alessandro Scaretti (Schwarz) , Michele De Maria (Hermann), Daniele Gonciaruk (Daniel), G.Pampiglione - L. Mannocci - C.Sciaccaluga (Frate Moser), Andrea Macaluso (un prete), Davide Gagliardini (1° Masnadiero), Carlo Sciaccaluga (2° Masnadiero), Luca Mannocci, (3° Masnadiero), Daniele Ciglia (4° Masnadiero), Daniele Gonciaruk (5° Masnadiero).
 
I Masnadieri va in scena al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, nella Sala Assicurazioni Generali, da mercoledì 25 a domenica 29 gennaio alle ore 20.30; giovedì 26 e domenica 29 gennaio ci sono gli spettacoli pomeridiani con inizio alle ore 16. I Masnadieri è programmato nell’ambito del cartellone Prosa.

La Stagione 2011-2012 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

Informazioni dettagliate sulla stagione nonché sui biglietti ed i relativi prezzi, sono disponibili in tutti i punti d’informazione e vendita del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: dedicato agli studenti universitari, dal 2011-2012 è attivo il punto vendita di Radio Incorso, nel campus universitario.
Tutta la stagione e le possibilità di adesione ai diversi cartelloni sono illustrate anche sul sito www.ilrossetti.it; inoltre il Teatro può essere contattato telefonicamente al centralino 040.3593511.

 
Al venerdì sera, al cafè Rossetti esplode il funk

Venerdì 20 gennaio 2012, dalle 21.30, nella serata Movida ci si scatenerà con l'esplosiva proposta della Gang Band: nove elementi a tutto funk.

Al venerdì sera al cafè ristorante Rossetti esplode il funk. Nella serata Movida, venerdì 20 gennaio 2012 dalle 21.30 ci si scatenerà con l'esplosiva proposta della Gang Band: nove elementi a tutto funk.

La Gang Band: nove musicisti per la funky-soul band triestina che crea un’elevata dipendenza.

La Gang Band nasce nell’autunno del 2010 dalla mente di Marco Barbariol (tastiere). Il contatto con l’amico Igor Ciuffarin (trombone) è immediato e in breve tempo si forma l’attuale organico della scatenata funky-soul band costituita da:

 Andrea Paoletti – batteria
 Caterina Stanisci – basso
 Marco Barbariol – tastiere
 Marco Tonsi – chitarra
 Gabriele Pribetti – sax
 Luca Pascolat – tromba
 Igor Ciuffarin – trombone
 Elisa Mezzanotte – voce
 Valentina Stanisci – voce

Un gruppo eterogeneo di elementi provenienti dalle più svariate realtà musicali triestine legato dalla passione per il funky e la black music, nonché da una follia innata e da una forte amicizia.

La band approda sulle scene locali nella scorsa primavera con concerti travolgenti, il cui fine ultimo è far sudare e rimanere senza fiato chiunque abbia il coraggio di affrontare serate all’insegna di un repertorio puro e “grooveggiante” che spazia da Stevie Wonder ai Tower of Power, da James Brown a Kool and the Gang.

Dalle prime cadenzate battute della Gang Band il pubblico sarà coinvolto dall’inimitabile e disarmante “humus” che si è creato tra i nove musicisti grazie alle prove, ai concerti e alle bevute.

Un potente sound funk alla conquista del cafè Rossetti, dove, con una special guest alla batteria (Andrea D'Ostuni), il pubblico potrà provare delle indimenticabili e sconvolgenti emozioni.


Aggiornamenti in tempo reale sulla pagina facebook del Cafè Rossetti.

 
Per informazioni:
Cafè Rossetti
Largo Giorgio Gaber, 2 tel. 0405700566

 
La Ciociara, nella drammaturgia di Annibale Ruccello

“La Ciociara, nella drammaturgia di Annibale Ruccello, arriva sul palcoscenico del Teatro Stabile regionale per il cartellone Prosa da mercoledì 18 gennaio. Molto attese e di primo livello de prove di Donatella Finocchiaro, nel ruolo del titolo e di Roberta Torre alla regia: entrambe intrecciano con successo nelle loro carriere cinema e teatro.”

Il cinema che riecheggia a teatro in una tessitura ricca di necessità e di senso… Difficile, probabilmente impossibile, affrontare sul palcoscenico un testo come La Ciociara – che un drammaturgo della finezza di Annibale Ruccello ha tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia – senza che il pensiero vada alla pellicola che tutti abbiamo scolpita nell’immaginario, firmata da Vittorio De Sica e con l’indimenticabile Sophia Loren che per quell’interpretazione meritò il Premio Oscar.

Lo spettacolo teatrale che Roberta Torre mette in scena a partire dal bellissimo testo di Ruccello – e che arriva sul palcoscenico della Sala Assicurazioni Generali da mercoledì 18 gennaio – ha molti pregi, e tra questi quello di aver saputo trovare una propria affascinante autonomia da quell’ingombrante eredità cinematografica, senza rinunciare a un linguaggio pieno di suggestioni e di rifrazioni.

La regista è in effetti una delle personalità più interessanti nell’attuale mondo dello spettacolo, e si divide con successo e con coraggioso spirito d’innovazione fra grande schermo (da Tano da morire a I baci mai dati) e scena teatrale, riservando letture sempre interessanti e intelligenti.

«Questa Ciociara – spiega Roberta Torre – è un viaggio nei ricordi e negli incubi e dunque di fantasmi si tratta. E dunque, se di fantasmi si tratta, ho immaginato una messinscena che possa materializzare i ricordi e il passato, che li traduca in immagini proiettate, che li chiuda in una scatola magica che molto ricorda una vera e propria proiezione da cinema. Ed ecco quindi che il cinema e il teatro interagiscono strettamente in questa Ciociara, oggi e ieri si mescolano continuamente lasciando ai protagonisti della scena una doppia anima che li rende corpi capaci di interagire con i fantasmi. Pochi oggetti sulla scena e un mondo di proiezioni interiori e non solo: un viaggio dove ieri e oggi prendono forma e ci trascinano avanti e indietro nel tempo».

Fin dal primo istante, infatti, lo spettacolo teatrale evidenzia come in questo racconto de La Ciociara la guerra e la violenza che hanno lacerato le due protagoniste sia ormai alle loro spalle: il sipario si alza sulle due donne che bisticciano per l’acquisto di una macchina nuova. Annibale Ruccello (che scrisse il testo nel 1985) con profetiche capacità, fa dei “fantasmi” i veri protagonisti della vicenda: fantasmi della brama di possedere oggetti facili, come televisori e automobili… Oggetti che sono il simbolo di una normalità apparente, di facciata e dunque in realtà inquietante. La riduzione teatrale firmata da Ruccello ricevette il consenso entusiasta di Alberto Moravia.

Cesira – la ciociara del titolo – non è più quella madre disperata per la violenza occorsa alla figlia Rosetta, che non tornerà più, mai più, ad essere la bambina di prima. Quella violenza, invece, ha scavato in Rosetta tramutandosi in quotidiana banalità: è questo il doloroso e vero messaggio di Ruccello. Rosetta è cambiata in modo subdolo e silenzioso, la vera violenza è in questo dimenticare, consumare, passare oltre a tutto in nome di un’apparenza di normalità.

Un messaggio attualissimo e squassante, che pone anche il pubblico contemporaneo davanti alla voragine di un universo dove tutto “trascorre” e sembra lasciarci senza turbamento.

Roberta Torre punta decisamente su questo taglio, per la sua Ciociara e conduce lungo queste linee l’ottimo cast su cui ha potuto contare per la messinscena: a partire da Donatella Finocchiaro (anche lei volto acclamato del cinema italiano oltre che sul palcoscenico) che senza remore dà forma alla protagonista con commovente umanità. Un’umanità che viene sbalzata con forza ancora maggiore sullo sfondo di macchine magiche, proiezioni e suggestioni create dalla regista e sul piano scenografico.

Oltre a Donatella Finocchiaro (Cesira) compaiono nel cast i nomi di Daniele Russo (Michele, l’uomo del quale è innamorata, l’idealista partigiano che morirà per salvare altre vite umane), Marcello Romolo, Rino Di Martino e di Lorenzo Acquaviva, Marco Mario De Notarsi, Martina Galletta, Daniele Marino. Lo spettacolo si avvale poi della partecipazione di Dalia Frediani.

La Ciociara di Annibale Ruccello è una produzione della Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini e conta sulla regi e scenografia di Roberta Torre, sui costumi di Alberto Spiazzi e sulle musiche di Massimiliano Pace.

La Ciociara va in scena al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, nella Sala Assicurazioni Generali, da mercoledì 18 a sabato 21 gennaio alle ore 20.30; giovedì 19 domenica 22 gennaio anche in pomeridiana con inizio alle ore 16. Lo spettacolo è programmato nell’ambito del cartellone Prosa.

La Stagione 2011-2012 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

Informazioni dettagliate sulla stagione nonché sui biglietti ed i relativi prezzi, sono disponibili in tutti i punti d’informazione e vendita del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: dedicato agli studenti universitari, dal 2011-2012 è attivo il punto vendita di Radio Incorso, nel campus universitario.
Tutta la stagione e le possibilità di adesione ai diversi cartelloni sono illustrate anche sul sito www.ilrossetti.it; inoltre il Teatro può essere contattato telefonicamente al centralino 040.3593511.

 
Lo spettacolo Homunculus

“Lo spettacolo Homunculus che doveva andare in scena da martedì 17 gennaio alla Sala Bartoli, nell’ambito della stagione altripercorsi, viene sospeso a seguito di un incidente occorso al protagonista Giancarlo Condé. Nell’attesa che la tournée dello spettacolo possa riprendere, lo Stabile regionale si riserva di dare al pubblico al più presto maggiori dettagli sulle nuove date”.

Non andrà in scena a causa delle conseguenze di un lieve incidente accaduto al protagonista Giancarlo Condé, lo spettacolo Homunculus, il Nerone di Napoli che era annunciato alla Sala Bartoli dal 17 gennaio nell’ambito del cartellone altripercorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Lo ha reso noto la produzione dello spettacolo Napoli Teatro Festival e Compagnia Molière che – assieme al Teatro Stabile regionale – si scusa per l’imprevisto con gli spettatori interessati.

Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia si premurerà al più presto di fornire al pubblico precisi dettagli sulle eventuali nuove date di programmazione dello spettacolo.

Il Teatro può essere contattato anche telefonicamente al centralino 040.3593511.

 
“bene finisce bene diretto da Alessandro Marinuzzi

“bene finisce bene diretto da Alessandro Marinuzzi debutta alla Sala Bartoli il 25 gennaio per il cartellone altripercorsi e nasce da una sinergia proficua tra l’Enfap – organizzatore di un corso di perfezionamento interculturale per attori professionisti finanziato dalla Regione nell'ambito del Fondo Sociale Europeo –Stabile Sloveno e quello del Friuli Venezia Giulia. Lo spettacolo nella versione italiana è interpretato da Paolo Fagiolo e da Xenia Bevitori, Omar Scala, Irene Serini, Lorenzo Zuffi: in una rotazione di ruoli di sera in sera reciteranno tutte le parti in diverse combinazioni presentando un risultato sempre nuovo. Repliche fino al 30 gennaio”.

Non accade spesso che uno spettacolo rappresenti un’esperienza profonda, singolare, e soprattutto non accade spesso che sia tale contemporaneamente per chi lo mette in scena e per il pubblico. Quest’incantesimo – che incantesimo non è, ma piuttosto il risultato di un cocktail, prezioso sul piano culturale, che unisce preparazione, minuziosa competenza, serietà professionale, mentalità aperta e desiderio di mettersi continuamente alla prova – avviene in bene finisce bene/konec dober konec che va in scena alla Sala Bartoli dal 25 al 30 gennaio e rappresenta una bella esperienza di produzione dello stabile regionale.

bene finisce bene/konec dober konec nasce da una sinergia molto proficua e arricchente che  coinvolge l’Enfap – organizzatore di un corso di perfezionamento interculturale per attori professionisti finanziato dalla Regione nell'ambito del Fondo Sociale Europeo – ed i due maggiori Teatri Stabili di produzione, lo Sloveno e quello del Friuli Venezia Giulia.

Le tre realtà hanno concepito un progetto che coniuga formazione e creazione artistica: attraverso una selezione fra una cinquantina di aspiranti, dieci attori sono stati scelti ed hanno avuto la possibilità di lavorare nei mesi estivi con il regista Alessandro Marinuzzi secondo un suo interessantissimo metodo e sull'adattamento (sempre di Marinuzzi) dello shakespeariano Tutto è bene quel che finisce bene.
Il risultato è lo spettacolo che – sia lo Stabile regionale, sia poi lo sloveno – inseriscono nella programmazione: recitato naturlamente nelle due rispetive lingue.

È l’inestimabile esperienza di Alessandro Marinuzzi e il metodo di lavoro che egli ha affinato durante il suo Laboratorio X a rendere tanto singolare bene finisce bene. Marinuzzi infatti offre agli attori l'opportunità di sperimentare un teatro in cui superare i propri limiti fisici e mentali, quelli legati alle convenzioni, ai pregiudizi, ai facili automatismi.
Guidati da lui essi debbono essere in grado di affrontare e interpretare tutti i ruoli di un testo: senza preoccuparsi che si tratti di un personaggio maschile o femminile, che sia affine o no al proprio fisico, che presupponga un'età o una sensibilità particolari. Ecco allora che in ogni serata si assisterà alla medesima sequenza del testo – una riduzione all'essenziale del capolavoro shakespeariano – recitata due volte, da attori diversi, poiché il regista imporrà una rotazione dei ruoli, un gioco combinatorio sempre nuovo.

Ogni volta, bene finisce bene sarà quindi “un altro spettacolo”. «Il pubblico entra in un'illusione che è ludica, non estetica – spiega il regista – non ci sono costumi o elementi scenografici ad hoc ma materiali messi a disposizione dai teatri, che gli attori devono reinventare, reinterpretare usandoli. Il testo diviene per gli interpreti come una partitura da conoscere in modo rigorosissimo per quanto attiene all'esecuzione e molto libero invece dal punto di vista interpretativo».
Alessandro Marinuzzi lavora da anni su questo modello (che gli ha dato molte soddisfazioni, ha insegnato a Roma invitato da Luca Ronconi e all'Accademia Silvio d'Amico): ha iniziato nel 1999, quando in modo informale si unirono a lui a Duino per un'esperienza poi chiamata Laboratorio X un gruppo d'artisti diversi per origine e preparazione. Fra questi il cofondatore Paolo Fagiolo – applaudito spesso a Trieste (di recente nella produzione Il viaggio di Caterina) che ora si inserisce fra gli interpreti di bene finisce bene apportando al gruppo la sua esperienza. Una competenza fatta di un assieme di preparazione e libertà interpretativa davvero insolite sui nostri palcoscenici, di un rispetto per i colleghi e di una concentrazione che fanno bene al teatro. Il risultato, anzi – i tanti, sempre nuovi e sempre emozionanti risultati – saranno ogni sera sotto gli occhi stupiti del pubblico.

Lo spettacolo è tratto da All’s Well That Ends Well di Shakespeare da Alessandro Marinuzzi che ne è anche il regista. In scena ammireremo Xenia Bevitori, Omar Scala, Irene Serini, Lorenzo Zuffi e il già citato Paolo Fagiolo. Le scene ed i costumi sono a cura di Andrea Stanisci.

Lo spettacolo è stato realizzato nell’ambito del Corso di Perfezionamento Interculturale per Attori Professionisti, finanziato dalla REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA, nell’ambito del FONDO SOCIALE EUROPEO, Obiettivo 2, Asse 2EA per tip.F, Azione 33 A, Formazione permanente per Attori, “Shakespeare in progress”, codice FP1106890001 approvato con Decreto 1310 del 12/04/2011, della durata di 300 ore, gestito dal COMITATO REGIONALE DELL’ENFAP DEL FRIULI VENEZIA GIULIA di Via San Francesco 25, Trieste.

bene finisce bene va in scena a Trieste, alla Sala Bartoli, ospite del cartellone altripercorsi dello Stabile regionale da mercoledì 25 a lunedì 30 gennaio 2012: le repliche pomeridiane si tengono alle ore 17 sabato 28 e domenica 29 gennaio.

I biglietti ancora disponibili si possono acquistare presso i consueti punti vendita dello Stabile regionale  e attraverso il sito www.ilrossetti.it.

La Stagione 2011-2012 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

Tutta la stagione e le possibilità di adesione ai diversi cartelloni sono illustrate anche sul sito www.ilrossetti.it; inoltre il Teatro può essere contattato telefonicamente al centralino 040.3593511.

 
ALPIGIULIE CINEMA 2012

Teatro Miela – Piazza Duca degli Abruzzi 3

* 16 e 23 febbraio sono i nuovi appuntamenti della rassegna ALPI GIULIE CINEMA, promossa a cura dell’Associazione MONTE ANALOGO di Trieste. Ancora una volta è il  Teatro Miela ad ospitare gli spettatori della rassegna, che ormai è diventata un punto di riferimento per l‘immagine di avventura, esplorazione, cultura della montagna. Anche quest’anno il programma sarà diversificato nelle proiezioni pomeridiane e serali, con la possibilità di un  biglietto unico per l’intera giornata (5  €).

GIOVEDI’ 16 FEBBRAIO
ore 18.00
THE PINNACLE di Paul Diffley – Regno Unito 2010 – 62’
Nel febbraio 1960, in una leggendaria settimana sul Ben Nevis nelle Isole britanniche, Jimmy Marshall e Robin Smith compirono sei prime ascensioni invernali in altrettanti giorni, inclusa la diretta della Orion Face e la prima salita in giornata del Point Five Gully. Esattamente 50 anni dopo Dave MacLeod e Andy Turner si incamminano per ripetere tutte le vie che Smith e Marshall aprirono in quella famosa settimana, entrata di diritto nella storia dell’alpinismo (presentazione a cura della Scuola Nazionale di Alpinismo “E.Comici” di Trieste).

A LIFE ASCENDING di Stephen Grynberg – Stati Uniti 2010 – 57’
Rued Beglinger è un acclamato sci alpinista e guida alpina, che vive con la moglie e le due figlie ai piedi di un remoto ghiacciaio nel cuore delle Selkirk Mountains, nella British Columbia. Il film segue la singolare vita di questa famiglia sulle montagne e il faticoso ritorno alla normalità, dopo che la morte di sette persone sotto una valanga, avvenuta durante una spedizione guidata da Beglinger, sconvolge la loro esistenza. Documentando la bellezza sublime e il rischio costante che catterizzano un’esistenza vissuta ai margini, il film esplora la forza della natura sia come ospite che non perdona, sia come profondo insegnante di vita.

ore 21.00
PATAGONIA PROMISE di Peter Mortimer e Nick Rosen – Stati Uniti 2010 – 24’
Arrampicare è la ragione di vita di Stanley Leary. Insieme alla compagna Roberta, il più grande amore della sua vita, ha viaggiato per il mondo alla costante ricerca di pareti sempre più vertiginose. Quando Roberta rimane vittima di un incidente d’auto, il mondo di Stanley si tinge di nero. Per rispettare la volontà della giovane, Stanley e due amici si avventurano in Sudamerica per raggiungere le selvagge cime della Patagonia. L’obiettivo è uno solo: aprire una nuova via per lasciare che il vento della vetta disperda le ceneri della ragazza.

PATAGONIA PROMISE

THE PROPHET di Alastair Lee – Regno Unito 2010 – 43’
Il 27 ottobre 2010, il climber inglese Leo Houlding ha completato, insieme a Jason Pickles, la salita di The Prophet su El Capitan, nella Yosemite Valley, chiudendo anche l’ultima lunghezza, la fessura chiamata A1 beauty, che mancava alla realizzazione del suo progetto iniziato una decina di anni fa. L’adrenalinica sequenza di immagini documenta l’ultimo tiro di corda.

HOLLOW CAVES di Alistair Lee – Regno Unito 2010 – 12’
Il protagonista delle scalate deep water Neil Gresham ci fa vedere di cosa si tratta su una delle vie più difficili del Regno Unito, una superba scalata nella splendida cornice del Pembrokeshire. Liam Cook aggiunge al divertimento alcuni grandi schizzi mentre tenta vie che non riesce a scalare.

BLEED IN HELL di Alistair Lee – Regno Unito 2010 – 5’
Mary Jenner ripete la classica 'Bleed in Hell' a Borrowdale, il risultato è la via tradizionale più dura salita da una donna nel Regno Unito. Include sagace commento del primo a scalare la via, e del marito di Mary, Dave Birkett.

GIOVEDI’ 23 FEBBRAIO
ore 18.00 e ore 21.00
HELLS BELLS speleo award 2012
Monte Analogo e La Commissione Grotte E. Boegan di Trieste promuovono e organizzano un pomeriggio e serata dedicata alla speleologia. Quest’anno per la prima volta in “ALPI GIULIE CINEMA” i materiali e documenti presentati concorreranno al premio “Hells Bells Speleo Award  2012”. L'appuntamento  prevede una miscellanea di audiovisivi: un lungometraggio e diversi corti (alcuni fuori concorso) visibili dalle 18.00 alle 23.00 con una sola breve interruzione; i lavori presentati ci faranno viaggiare in diverse parti del mondo dandoci una visione accurata della speleologia esplorativa e di ricerca italiana nel  mondo e non solo.  Ancora una volta, saranno gli speleologi i veri protagonisti, sospesi tra vecchie sedi e archivi polverosi, a guardare e riguardare la storia, come pure novelli speleonauti affrontare tecnologie all’avanguardia per la ricerca applicata alla sopravvivenza dell’uomo nello spazio. Scopriremo i mondi segreti custoditi nella profondità della terra dalle Filippine all’Uzbekistàn, dall’Albania all’Italia ed all’Inghilterra. Questi uomini e speleologi sono i veri custodi degli “archivi del tempo” metafora delle grotte cara a Giovanni Badino, speleologo e fisico tra i più noti al mondo. Saranno questi uomini a portarci per mano e a farci percorrere strade ignote e piene di incognite, in quella che sembra essere rimasta l’ultima disciplina di genuina ricerca geografica. Ma non solo. Ci faranno meditare su quella che è una frontiera ancora da immaginare, la connessione intima tra grotte e arte.
Un’intera giornata dedicata alla speleologia!

Programma  di massima
Amazing underground (Sardegna - Italia) 13’
Baisunao (Asia – Uzbekistàn)  13’
Grotta Giauli (monte Pelmo –Dolomiti - Italia) 13’ Palawan  (Asia - Filippine)                                                                             

13’ Incognita Sphella Zeze (monti Hekurave - Albania) 24’
ESA Cavers  ( Sardegna - Italia)  15’
La ricerca del fiume perduto (Carso Timavo - Italia)  40’
Shaft (Inghilterra) 3’ Secondway (Lombardia - Italia)  15’
Ranemotions (Veneto – Italia)  10’
Speleo reminescenze I1 DVO (Friuli Venezia Giulia – Italia)  20’

* Il 1° marzo il Premio “Scabiosa Trenta”, il fiore immaginario cercato per una vita dal grande pioniere e poeta delle Alpi Giulie, Julius Kugy, giunto alla 18a edizione, concluderà, come da tradizione, l’intero percorso della manifestazione con  la visione dei video premiati provenienti da Carinzia, Slovenia, Friuli Venezia Giulia dedicati alla montagna.

Antico Caffè San Marco - Via C.Battisti 8
GIOVEDI’ 1° MARZO (ingresso libero)
Ore 20.30
PREMIO ALPI GIULIE CINEMA
 “La Scabiosa Trenta”  - premio della rassegna - viene interpretata, ideata e realizzata ogni anno da un artista scelto in ambito regionale, e costituisce il principale riconoscimento del concorso.
Le produzioni premiate nelle precedenti edizioni sono state nel 1994 “Namastè Annapurna” di M. Svetel (Slovenia), nel 1995 “Vivere è un pericolo mortale” di V. Armar Stih (Slovenia), nel 1996 “Insieme sulle vette” di M. Arnez (FVG), nel 1997 “Timavo: un fiume da proteggere” di G. Penco (FVG), nel 1998 “Una Salita tra le Giulie” di G. Gregorio (FVG), nel 1999 “Camanchaca” di T. Miklautsch (Carinzia), nel 2000-1 “Valentin Stani?” di M. Svetel (Slovenia), nel 2002 “Ski-Everest” di J. Stucin (Slovenia), nel 2003 “Mednarodno Leto Gora” di M. Svetel (Slovenia), nel 2004 “Terske doline in gore” di M. Svetel (Slovenia), nel 2005 “Oxus – Montagne per la pace” di G. Gregorio (FVG), nel 2006 “Oltarji Špika” di B. Mašera (Slovenia), nel 2007 “L’uomo di stregna” di P. Rojatti – A. Petricig (FVG), nel 2008 “Dežela šerp” di M. Žbontar (Slovenia), nel 2009 “On the sunny side of the Alps” di J. Burger (Slovenia), nel 2010 “ Giusto Gervasutti, il solitario signore delle pareti” di G. Gregorio (FVG), nel 2011” Trenutek Reke/Il Tempo del Fiume" di A.Medved e N. Veluš?ek  (FVG).

I film stranieri saranno proposti in lingua originale con traduzione simultanea e sottotitoli.

Con il patrocinio di: Comune e Provincia di Trieste, Regione Friuli Venezia Giulia.
In collaborazione con:  CAI  Gorizia, Scuola Nazionale di Alpinismo “E.Comici”, Commissione Grotte E.Boegan – Società Alpina delle Giulie, ARCI Servizio Civile.

Segreteria Organizzativa
MONTE ANALOGO
Via Fabio Severo 31
34100 TRIESTE
Tel/Fax: +39 040 761683 Cell. +39 335 5279319
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   www.monteanalogo.net

 
Lo spettacolo Homunculus viene sospeso

“Lo spettacolo Homunculus che doveva andare in scena da martedì 17 gennaio alla Sala Bartoli, nell’ambito della stagione altripercorsi, viene sospeso a seguito di un incidente occorso al protagonista Giancarlo Condé. Nell’attesa che la tournée dello spettacolo possa riprendere, lo Stabile regionale si riserva di dare al pubblico al più presto maggiori dettagli sulle nuove date”.

Non andrà in scena a causa delle conseguenze di un lieve incidente accaduto al protagonista Giancarlo Condé, lo spettacolo Homunculus, il Nerone di Napoli che era annunciato alla Sala Bartoli dal 17 gennaio nell’ambito del cartellone altripercorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Lo ha reso noto la produzione dello spettacolo Napoli Teatro Festival e Compagnia Molière che – assieme al Teatro Stabile regionale – si scusa per l’imprevisto con gli spettatori interessati.

Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia si premurerà al più presto di fornire al pubblico precisi dettagli sulle eventuali nuove date di programmazione dello spettacolo.

Il Teatro può essere contattato anche telefonicamente al centralino 040.3593511.

 
ANFITRIONE

ANFITRIONE
di Tito Maccio Plauto
riduzione e regia di Giorgio Amodeo
con: Giorgio Amodeo, Riccardo Beltrame, Michela Cembran, Anna Falcone,
Sergio Maggio, Julian Sgherla

La Macchina del Testo, che ha appena festeggiato il decennale della sua attività, si dedica alla presentazione e alla valorizzazione di diversi autori letterari
del territorio giuliano, talvolta poco conosciuti ma non per questo meno importanti di altri di maggior successo e popolarità.
L’idea di riadattare e riproporre a teatro una commedia divertente e famosa come l’Anfitrione di Plauto ci è venuta in occasione di un convegno che la
Macchina del Testo ha dedicato a Renzo Rosso, importante scrittore triestino recentemente scomparso.
Siamo stati felicemente colpiti dall’originalità del suo testo “Gli Illusionisti”, che tratta proprio della notissima vicenda di Anfitrione, tramandataci dal
grande commediografo latino.
La ricchezza di riferimenti culturali e la malinconica ironia di Rosso, che esaltano il testo plautino, rendono però quest’opera più adatta a una lettura
meditata che a una rappresentazione teatrale.
Siamo così ripartiti da Plauto, dalla sua straordinaria macchina comica basata sugli scambi di persona tra Giove-Anfitrione e Mercurio-Sosia e da Molière,
che inventa nuove baruffe matrimoniali con le esilaranti coppie di Anfitrione-Alcmena e di Sosia-Cleante, ma tenendo ben presenti alcune intuizioni
illuminanti di Rosso che sicuramente arricchiscono l’allestimento di ulteriore divertimento e sagacia.

Teatro 'Silvio Pellico', Via Ananian - Trieste
Sabato 28 gennaio: ore 20.30 - Domenica 29 gennaio: ore 16.30 - Ingresso unico: Euro 5,00

 
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