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MUGGIA JAZZ FESTIVAL - 4^ EDIZIONE

4/5 settembre 2010 - Piazza Marconi - Muggia (TS)
UNO DEI GRANDISSIMI ANCORA VIVENTI, JAMES W. “RED” HOLLOWAY, IL PORTOGHESE NUNO ALEXANDRE, IL TROMBONISTA MARCO OTTOLINI,
STEFANO FRANCO E JAMES THOMPSON PROTAGONISTI IL 4 E IL 5 SETTEMBRE 2010 AL “MUGGIA JAZZ FESTIVAL” - 4^ EDIZIONE
Anche nel 2010 per due giorni, la cittadina istroveneta di Muggia (Trieste) tornerà ad essere la capitale italiana del jazz. Il 4 e il 5 settembre 2010 avrà luogo in Piazza Marconi dalle 21 alle 23.30 con ingresso gratuito la 4^ edizione del Muggia Jazz Festival organizzato dall’Associazione B.B.C. con il supporto del Comune di Muggia e con il sostegno dell’imprenditore muggesano Dario Samer: ospiti d’eccezione nella due giorni dedicata al meglio del panorama jazzistico, autentici big della musica “colta” quali uno dei grandissimi del jazz ancora viventi, James W. “Red” Holloway,  un grande virtuoso del contrabbasso, il portoghese Nuno Alexandre, il trombonista veneto Marco Ottolini e il collaudato duo composto da Stefano Franco e James Thompson.
   
Il 4 e 5 settembre 2010, grazie al supporto  del Comune di Muggia e al sostegno della Samer & Co. Shipping dell’imprenditore muggesano Dario Samer, la cittadina istroveneta ospiterà ancora la grande vetrina del jazz internazionale a ingresso libero che da quattro anni a questa parte pone per due giorni Muggia al centro del panorama mondiale della musica colta. In scaletta, com’è consuetudine, non solo jazz, ma anche swing, boogie woogie e blues con artisti di fama internazionale che “si esibiranno in concerto in esclusiva con lo scopo – ha sottolineato in sede di presentazione il direttore artistico, Stefano Franco – di avvicinare alla musica meno commerciale il maggior numero di persone possibile e dimostrare che ascoltare il jazz (che affonda le proprie radici nello swing, nella musica afro, nel rock e nel blues) può essere divertente e alla portata di tutti”. Inalterata anche la formula che fin dalla prima edizione contraddistingue la rassegna: due serate ben distinte, per “accontentare il gusto del maggior numero di persone possibile - conferma Franco -: una dedicata al blues, allo swing, al boogie woogie e al rock’n’roll e la seconda al jazz più classico e alla tradizione del be bop; tutti generi che in realtà sono rami dello stesso grande albero: il jazz”.
“Il Muggia Jazz Festival che sta crescendo anno dopo anno rappresenta un importante tassello dell'apertura turistica e multiculturale dell’amministrazione comunale – aggiunge il sindaco di Muggia, Nerio Nesladek - e fa parte integrante di  un programma che si sta via via sempre più concretizzando: quello di rendere Muggia più viva e più aperta nei confronti delle realtà circostanti".
Ormai apprezzata e grande vetrina del jazz internazionale a ingresso libero, Muggia Jazz Festival, grazie alle proposte esclusive e al crescente interesse di pubblico e media – con oltre 400 spettatori a serata nella passata edizione bagnata purtroppo dalla pioggia in un teatro Verdi sempre gremito - è diventato un appuntamento fisso e particolarmente distintivo dell’estate Muggesana che – ha ricordato l’Asssessore alla Cultura e Promozione della Città, Roberta Tarlao – “contribuisce ad attirare un numero sempre più consistente di appassionati da tutta la regione e anche dall’estero, rafforzando il ruolo di Muggia quale città dalla forte valenza e richiamo turistico”.
Grandi nomi compaiono infatti anche quest’anno nel calendario del festival, giunto con crescente successo alla quarta edizione, da James W. “Red” Holloway, a Nuno Alexandre e Marco Ottolini.
In piazza Marconi per due sere sfileranno autentici big, ad iniziare dal grande sassofonista James W. “Red” Holloway, classe 1927. Attivo nell’area di Chicago, ha suonato al fianco di stelle di prima grandezza del jazz e del blues, quali Billie Holiday, Muddy Waters, Chuck Berry, Sonny Rollins, Lester Young, Joe Williams, Aretha Franklin  e accompagnato in tour altri mostri sacri come Memphis Slim e Lionel Hampton. Holloway si esibirà assieme al suo quartetto di grandi musicisti per rircreare l’atmosfera del grande jazz degli Anni Ruggenti. Ottolini, trombonista nato a Bussolengo nel ’72, si esibisce con varie formazioni di cui è leader, tra le quali la big band con cui prenderà parte al festival muggesano, che regalerà alla platea un’immersione nel caldo suono del jazz degli Anni ’40 oltre a grandi classici della canzone italiana riletti in chiave jazzistica, e scalderà il pubblico con alcune perle del mambo del repertorio del grande Perez Prado. Nel corso della sua carriera, Ottolini ha suonato con Carla Bley, Tony Scott, Steve Swallow, Luciano Pavarotti, Grace Jones, Negramaro, Lucio Dalla, Antonella Ruggiero, Tullio de Piscopo e inciso con Kenny Weeler e molti altri. Attualmente collabora con Vinicio Capossela, Enrico Rava, Collettivo Gallo Rojo (un progetto di Bill Frisell) e Franco D’Andrea. Terzo nel referendum della rivista “Musica Jazz” tra i miglior Strumentisti Jazz italiani, Ottolini vanta ormai 12 cd, l’ultimo dei quali, “Sousaphonix” uscito nel 2009 per la prestigiosa etichetta Cam Jazz. Ma non mancheranno altre sorprese. “A Muggia – conclude Franco – porteremo un altro artista di livello internazionale: che nel suo carnet vanta partecipazioni ai principali festival del mondo: Nuno Alexandre. Autentico virtuoso dello strumento, offrirà una performance in duo con il pianista Stefano Franco in cui a fare spettacolo sarà anche il suo abbigliamento originale, rigorosamente in stile anni Cinquanta. Non mancheranno naturalmente le jam session che vedranno interagire sul palco tutti i big presenti in riviera. Così come non potrà mancare il magico sax di James Thompson, musicista di Paolo Conte e Zucchero presente fin dalla prima edizione e che assieme a Franco dà vita al collaudatissimo The Dukes of Rhythm Duo. Infine, spazio anche alla big band di 15 elementi guidata dal grande virtuoso triestino della tromba Flavio Davanzo, la Shipyard Town Jazz Orchestra. “Si tratterà - sottolinea Franco - di esclusive assolute: i musicisti arriveranno appositamente per il festival e la loro presenza a Muggia è il frutto di contatti avviati personalmente nel corso delle mie numerose partecipazioni a festival internazionali nei quali ho avuto la fortuna di salire sul palco assieme a loro”.
In caso di pioggia, gli spettacoli si terranno all’interno del teatro Verdi di via San Giovanni, 4 a Muggia. L’ingresso a tutti gli spettacoli è libero.

CALENDARIO DEI CONCERTI:

     
Sabato 4 settembre 2010, dalle 21.00 alle 23.30

Dalle ore 21.00 alle 23.30 – Piazza Marconi

RED HOLLOWAY QUARTET
MAURO OTTOLINI ORCHESTRA OTTOVOLANTE
   
      
Domenica 5 settembre 2010, dalle 21.00 alle 23.30
 
Dalle ore 21.00 alle 23.30 – Piazza Marconi

NUNO ALEXANDRE DOUBLEBASS SHOW
SHIPYARD TOWN JAZZ ORCHESTRA
THE DUKES OF RHYTHM DUO (James Thompson e Stefano Franco)

Tutti i concerti si terranno nella piazza principale di Muggia - Piazza Marconi. La manifestazione avrà inizio alle ore 21.00 (fino alle 23.30).
In caso di maltempo i concerti si svolgeranno presso il Teatro Verdi di Muggia, Via S. Giovanni 4 – tel. 040274015.
Ingresso libero.

GLI ARTISTI


JAMES W "RED" HOLLOWAY
James W “Red” Holloway, autentica icona della musica afroamericana, un artista che dagli anni ‘50 in poi ha suonato in qualità di sideman con innumerevoli gruppi di jazz, blues e R&B, anche al fianco di nomi quali Dexter Gordon, Willie Dixon, Billie Holiday, Chuck Berry, Aretha Franklin, Clark Terry, Jack McDuff, George Benson, Sonny Stitt.
Holloway ha esercitato una forte influenza sul modo di suonare e intendere il sax nella musica soul e R&B, grazie in particolare al sound caldo, energico e carico di feeling del suo strumento.
A 80 anni suonati calca ancora il palcoscenico con un entusiasmo ed un’energia che suscitano ammirazione ed entusiasmo.

James W "Red" Holloway was born in Helena, Arkansas on May 31, 1927 to a mother who played piano and a father who played violin. At the age of five, he and his mother moved to Chicago, where he graduated from DuSable High School and attended the Conservatory of Music.
During grade school, Red played banjo and harmonica in school bands. His first musical instrument, a tenor sax, was given to him by his stepfather when he was twelve years old. During high school, he was in the DuSable big band, where Eugene Wright Big Band Photohe sat next to fellow classmate and reedman Johnny Griffin. At sixteen and while still in school, he was hired for his first professional engagement by bassist Gene Wright, who later went on to become a member of the Dave Brubeck Quartet. Red played with Wright's Big Band for three years at the Parkway Ballroom. When Red was nineteen, he joined the Army, where he became bandmaster for the U.S. Fifth Army Band.
After completing his military service, Red returned to Chicago and played with Yusef Lateef and Dexter Gordon, among others. In 1948 he was asked by blues vocalist Roosevelt Sykes to join Sykes' U.S. Road Tour. During this time, other bluesmen heard him and subsequently hired him, including Nat "Lotsa Poppa" Towles, Willie Dixon, Junior Parker, Bobby "Blue" Bland, Lloyd Price, John Mayall, and B.B. King. Because of these associations, Red became typecast, perhaps unfairly, as primarily a blues player.
During the Fifties, Red continued playing in the Chicago area with such notables as Billie Holiday, Muddy Waters, Chuck Berry, Ben Webster, Jimmy Rushing, Arthur Prysock, Dakota Station, Eddie "Cleanhead" Vinson, Wardell Gray, Sonny Rollins, Red Rodney, Lester Young, Joe Williams, Redd Foxx, Aretha Franklin,a nd many others. During this same period, he also played road tours with Danny Overbee, Sonny Stitt, Memphis Slim, Lefty Bates, and Lionel Hampton.
The public finally became aware of Red during the Sixties as a result of his association with organist "Brother" Jack McDuff. Another member of this band was guitarist George Benson. The band was together from 1963 to 1966City of LA Award and performed road tours in the States as well as concerts in Europe. Red recorded several albums with McDuff on Prestige, including the hit single Rock Candy.
In 1967 Red movedto Los Angeles and in 1969 became the coordinator of talent and member of the house band at the famed Parisian Room. This association lasted for the next fifteen years and saw Red hire virtually everyone who was anyone in the world of jazz and blues. Red quit as talent coordinator for the Parisian Room after his request for a cost-of-living raise was denied. The club closed eight months later.
During Red's tenure at the Parisian Room, he took occasional breaks for European, South American, and Japanese tours. From 1977 to 1982, he and altoist Sonny Stitt became a duo and cut two recordsRed in Europe on Catalyst: Forecast; Partners - Sonny and Red. In fact, it was Sonny who encouraged Red to take upthe alto saxophone, believing that anyone who could also play clarinet, flute, piccolo, piano, bass, drums, and violin could probably master yet another instrument. Sonny was right, and Red is equally proficient on both tenor and alto. In The Encyclopedia of Jazz in the Seventies, Leonard Feather wrote that "Holloway is capable of generating great excitement with his big sound and hard-driving, mainstream-modern style."
Since Stitt's untimely death in 1982, Red has spent most of his time touring the States and Europe, either as a single or with his own band. He is now in partnership with trumpeter Clark Terry, with whom he has recorded on both Concord and Delox.
http://www.redholloway.com/

 

MAURO OTTOLINI OTTOVOLANTE
Ecco il nuovo progetto del trombonista veronese, una big band formata da 12 musicisti riuniti per rendere omaggio alla grande musica italiana che dal dopoguerra ad oggi fece ballare intere generazioni.
La big band è ispirata alle orchestre dei primi varietà di Rete Uno che fecero diventare noti al grande pubblico musicisti, direttori d'orchestra ed autori come Kramer, Barzizza, Carlo Alberto Rossi, Armando Trovaioli, Ennio Morricone, Domenico Modugno e molti altri, oltre che presentatori e cabarettisti del calibro di Corrado, Macario, Raimondo Vianello, voci come Mina, Lucio Battisti, Adriano Celentano, Renzo Arbore e molti altri.
La big band propone brani di grandi interpreti ed autori come Fred Buscaglione, Renato Carosone, Modugno;la grande novità è che tutti gli arrangiamenti sono stati curati da noti musicisti ed arrangiatori come Michi Loesch (che già vanta prestigiose collaborazioni in ambito jazzistico oltre che come pianista come compositore ed arrangiatore con nomi del calibro di Gianluigi Trovesi ecc), Stefano Zavattoni (già da parecchi anni al servizio delle varie orchestre della Rai e di musicisti di fama internazionale come Al Jarreau, Amii Stewart, Andrea Bocelli, i Pooh, Lucio Dalla, Rossana Casale e moltissimi altri) e Beppe di Benedetto collaboratore di Jovanotti. Ottolini si presenta in questa band come cantante, non come trombonista, ricordando che proprio da cantante e paroliere iniziò il suo cammino musicale quando, nei primi anni novanta, partecipò a numerosi eventi con il gruppo dei Niu tennici e nello stesso periodo incise un disco con la CGD WARNER WEA con una band che fece grande scalpore nel nord italia in quel periodo chiamata IGIENE INTIMA.
La big band è stata ridotta da un numero standard di 20 musicisti ad un nucleo di 12 ma la bellezza degli arrangiamenti fa si che l'impatto sonoro non ne abbia risentito; inoltre, questo da alla big band la possibilità di suonare anche all'interno di club o locali con spazi più contenuti. Spesso le musiche della big band sono accompagnate dalle coreografie di un corpo di ballo e da interventi di cabaret.

MAURO OTTOLINI
Trombone, Tuba, compositore, nasce a Bussolengo (VR) il 14/04/1972.
Si diploma in trombone presso il conservatorio “Dall’Abaco” di Verona, con il massimo dei voti sotto la guida del maestro Lorenzo Rigo, e continua a studiare con il maestro Mario Pezzotta.
Segue i corsi di perfezionamento di Michel Bequet, studia per un breve periodo a Los Angeles con Bill Booth. Nel 2002 si diploma in jazz al conservatorio “Bonporti” di Trento con il maestro Franco D’Andrea, e occasionalmente studia con il grande trombonista Steve Turre.
Nel 1993, vince l’audizione ed entra a far parte della prestigiosa orchesta “Arena di Verona” dove collabora con grandi nomi della classica e della lirica (Placido Domingo, Josè Carreras) e ha la possibilità di eseguire alcuni capolavori del genere sinfonico, ed eseguire il concerto “Ballade” di E. Bozzà come solista.
Contemporaneamente, Ottolini collabora con gruppi e orchestre jazz acquisendo i vari linguaggi, dalla tradizione al bebop, all’avanguardia.
Suona con Carla Bley, Maria Schneider, Tony Scott, Steve Swallow e incide con Kenny Wheeler, Han Bennink, Gary Valente.
Suona con G. Gaslini nel “Tributo a Cole Porter” con l’Orchestra “Arena di Verona”.
Suona con Tullio de Piscopo, Marcello Rosa, Franco D’Andrea, Furio di Castri, Giancarlo Schiaffini, Aldo Romano, e riesce, grazie alla sua eccletticità, a suonare con artisti come Grace Jones (live Pavarotti e friends), Negramaro, Lucio Dalla, Amii Stewart, Antonella Ruggiero, Luciano Pavarotti e altri.
Ottolini è ideatore e Leader di molti progetti musicali e vanta ormai 12 cd a suo nome prodotti e distribuiti da importanti etichette e un infinito numero di collaborazioni discografiche con artisti italiani e stranieri. Nel 2009 esce il suo nuovo disco "SOUSAPHONIX" per la prestigiosa etichetta CAM JAZZ.
Attualmente suona con Vinicio Capossela, con Enrico Rava (Rava special edition), con Gianluca Petrella (4et Tubolibre), con Adriatic Orchestra, col Collettivo Gallo Rojo (progetto Bill Frisell), con Antonello Salis e Furio di Castri (Il vino all’Opera), Franco D’Andrea Trio, Giovanni Guidi "Unknown Rebel Orchestra".
E’ docente di trombone e musica d’insieme pressola NEW YORK UNIVERSITY con sede a Firenze.
Nel 2009 si è aggiudicato il terzo posto nel referendum della rivista “Musica Jazz” come miglior Strumentista Jazz italiano.
Ha suonato, suona in importanti festival tra i quali citiamo Clusone Jazz, Umbria Jazz, Villacelimontana, Formia Jazzflirt, Barga Jazz, Saalfelden, Sudtirol jazz festival, Briancon, Albinea jazz festival, Jazz fuori Tema, Meraner Musichwochen, Belgrado, Locarno, Varsavia, ACT jazz festival (Germania) e tanti altri.
http://www.mauroottolini.it/

NUNO ALEXANDRE DOUBLEBASS SHOW
Nato nel 1972 in Portogallo, Nuno Alexandre è un fenomeno circense del contrabbasso.
Un’autentica macchina ritmica: quando lui suona non senti la mancanza della batteria.
Ha collaborato e collabora con artisti internazionali dello swing: Tennessee boys (P), Silvan Zingg (CH), Bat Battiston & the kids (CH), Marvin Rainwater (USA), Joe Clay (USA), Ruby Ann & the Boppin Boozers (P), Ike and the capers (D), Carl Sonny Leyland (USA), Ricky Nye (USA), Bob Chilsom (USA), Martin Schok (NL), Stefano Franco I), James Thompson (USA), Alley Kings (P), Dice and the Gamblers (I), Starlighters (I), Greta Holtrop (NL), Fabrice Eurly (F), Renaud Patigny (B), Michael Pewny (A), Jim Carlisle (UK), Jean-Pierre Bertrand (F), Richie Loidl (A), Sophie Kramer (CH), Joja Wendt (D), Chris Conz (CH), Axel Zwingenberger (D), Martin Schmitt (D), Christoph Steinbach (A), Kenny Bluesboss Wayne (USA), Jean-Paul Amouroux (F), Mitch Woods (USA), Little Willie Littlefield (USA), Anke Angel (NL), Lluís Coloma (E), Philippe Lejeune (F), BoogieBoys (P), Sue Moreno (NL), Rockin' Bonnie and Rut gut shots ...

SHIPYARD TOWN JAZZ ORCHESTRA
L'Orchestra Jazz della città dei cantieri navali (Monfalcone).
E' stata fondata nel settembre del 1986 da un gruppo di appassionati di questo genere musicale e per 21 anni è stata diretta dal Maestro Filippo Daneluzzi, prematuramente scomparso nel settembre 2007.
Un’orchestra che da oltre vent'anni propone il jazz nei suoi aspetti più storici, ma anche godibili.
Una ventina di elementi con una grande esperienza musicale, diretti da un Maestro d'eccezione: Flavio Davanzo. Un repertorio ricco di spunti musicali per ogni evento importante.

THE DUKES OF RHYTHM DUO
Un duo collaudatissimo che suona assieme da più di dieci anni in tutt’Italia ed Europa. Il repertorio spazia dai classici di Duke Ellington al soul tipico della stax degli anni ‘60, al rock’n’roll degli anni ‘50 fino a delle magnifiche reinterpretazioni di canzoni notissime di Jimi Hendrix con delle bellissime armonizzazioni vocali su un tappeto sostenuto dal potente pianismo ritmico di Stefano Franco che tiene il groove usando magistralmente un hi-hat amplificato al piede destro e una mano sinistra assolutamente incalzante. James Thompson si fonde insieme a Stefano Franco con assoli di sax contralto, flauto e blues harp, cantando con il suo stile caldo e ormai leggendario. Un duo di altissimo spessore artistico.
http://www.stefanofranco.com
http://www.jamesthompson.it

 

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