Giorgio Ret, classe 1946, sindaco di Duino-Aurisina, in carica dal maggio 2007.
“Duino sta vivendo una nuova storia, e noi non abbiamo di certo dimenticato la sua grande storia del passato, cosa fosse nel 1600 o nel 1700. Duino era un po' la capitale europea della cultura, della bellezza e di tutto quanto potesse essere importante nel mondo di quell'epoca e noi, oggi, la stiamo ricostruendo con obiettivi molto precisi. Innanzitutto, valorizzare lo stupendo Castello di Duino a picco sul mare ele sue attività culturali di gran livello; valorizzare il lavoro immenso che i Principi della Torre e Tasso stanno facendo, con non poche difficoltà, e in questo, come Comune, siamo sempre al loro fianco. Ma stiamo lavorando fortemente per creare, per dare a Duino la possibilità di diventare un centro d'Europa. Negli ultimi 50/60 anni, anni difficili con un confine vicino soffocante, è statp un po’ trascurato questo aspetto magnifico di Duino. Oggi abbiamo nuove grandi opportunità e le stiamo sfruttandola meglio. A margine di questo, al di là anche del nuovo arredo urbano che rende Duino più accogliente, abbiamo trovato tutti gli operatori del settore turistico-alberghiero, molto disponibili a questo tipo di sviluppo futuro, ma, soprattutto, stiamo facendo un grande sforzo per mantenere intatto quello che è il territorio. Il nostro patrimonio è la bellezza di queste terre e di questo mare. Negli anni '60 / '70, non era ancora matura questa sensibilità alla conservazione dell’ambiente, ora fortunatamente esiste ed è presente nella mentalità di tutti. Noi ora vogliamo valorizzare questo territorio, conservando la sua natura e la sua bellezza paesaggistica creando, ovviamente, un giusto equilibrio tra bellezze fruibili e possibilità d’accoglienza. Non si può accogliere nessun turista o visitatore senza alberghi, ristoranti e servizi turistici, ma cerchiamo di farlo con molto equilibrio, nel rispetto dell’enorme ricchezza che offre il paesaggio di questo territorio. Questa è la nostra scommessa e penso proprio che stiamo andando nella direzione giusta”.
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Nerio Nesladek, classe 1953, sindaco di Muggia, in carica dall’aprile 2006.
“Muggia è convalescente, mi permetta questa metafora (sono un medico), perchè negli anni '90, ma forse anche prima, per Muggia era stato immaginato un tipo di sviluppo assolutamente diverso e che non andava bene. Già non andava allora, oggi poi che abbiamo una sensibilità matura e un modo diverso di concepire il territorio, l’indirizzo per lo sviluppo di Muggia è necessariamente e radicalmente cambiato. Muggia, nella sua parte più nobile, dal punto di vista paesaggistico, quindi tutta l’area che va dal borgo lungo il mare, fino al confine con la Slovenia, è stata, oggetto di importanti (e secondo noi devastanti) piani di lottizzazione, per realizzare degli improbabili villaggi turistici, una edilizia di tipo speculativo residenziale. Questo avrebbe di certo consumato tutto quel territorio che rimaneva, e che ci rimane, togliendolo a quello che, io dico, dovrebbe essere e sarà il vero futuro di questa costa e di questa città. Uno sviluppo fatto e basato proprio sulla valorizzazione di quegli elementi come mare, colline: qui abbiamo un po' di agricoltura e prodotti tipici nostrani; c'è una rete di sentieri spettacolari, da percorrere a piedi, a cavallo o in bici, si arriva a Parenzo da una parte e a Gorizia, attraverso il Carso, dall'altra. Tutti sentieri già esistenti che, a mano a mano, stiamo collegando, in modo da creare una rete veramente notevole. Sul mare, una volta conclusa una brutta questione legata ad una discarica, realizzeremo, e questo è il futuro di Muggia, 3 Km di costa da balneazione pubblica, che sarà l'unica vera spiaggia tra Trieste e Capodistria, in mezzo a due grosse realtà urbanizzate, dove si trova un luogo assolutamente incontaminato che si chiama valle di San Bartolomeo. Abbiamo presentato, assieme a Capodistria, un progetto europeo, che si chiama “BluLab”, che vedrà realizzato un parco marino trans-frontaliero, a cavallo tra i due Stati. Proprio nella nostra zona più nobile, dove verrà sistemata la base fissa per arricchire una iniziativa che già esiste e che si chiama Aula Blu: sostanzialmente una sorta di educazione ambientale, fatta a bordo di una barca, sul mare (attualmente di durata giornaliera) adatta agli studi scientifici e alle scuole. Quindi, accanto ad uno sviluppo turistico di giornata, per i triestini, capodistriani e muggesani, o un turismo di week-end, per i friulani, noi pensiamo ad turismo scolastico legato proprio al mare ed al suo ambiente, naturale, produttivo, ecologico, storico, ecc.”
Muggia punta anche sullo sviluppo di un turismo congressuale o scientifico?
“Si, soprattutto legato a strutture di questo tipo. Mare-ambiente è un binomio che richiama sicuramente attenzione scientifica e congressuale, ed abbiamo anche già ospitato qualche congresso. Io vedo questa città tra 20 anni, ricca di gioventù: a me piacerebbe che le vecchie strutture dismesse, e c'è n'è più di qualcuna, diventassero ostelli per la gioventù, foresterie per i giovani ricercatori, in modo che essi lavorini a Trieste, ma vivano in un posto bello come Muggia. Io darei l'anima per una cosa del genere, perché questo è il futuro che immagino per la mia città”.