Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Elena Bernobich, responsabile del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cattinara.
Ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia, presso l’Università di Trieste, con il massimo punteggio (110/110) e Lode. Si è poi specializzata, a pieni voti, in Cardiologia, presso l’Università di Trieste. Durante la scuola di Specializzazione, la dott.ssa Bernobich ha frequentato, in qualità di “Research Fellow”, il National Heart and Lung Institute, Imperial College School of Medicine di Londra, dove ha condotto ricerche sul metabolismo del Calcio in corso di insufficienza cardiaca. Si è anche specializzata in Medicina Interna ed ha svolto attività assistenziale, di ricerca e didattica integrativa, presso Unità Clinico-operativa di Medicina Clinica della Facoltà di Medicina di Trieste. Dal 2002, è Dirigente Medico in Medicina interna e, dal 2010, è responsabile del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cattinara.
L’estate nasconde molte insidie, parte delle quali ampiamente prevenibili, con una buona informazione o con l'adozione di semplici regole di igiene comune. Anche in estate sono frequenti problemi infettivi, metabolici e cardiovascolari.
Punture d’insetti
Le punture di insetti (zanzara, ragno, ape o vespa) nella maggior parte dei casi si risolvono con una semplice automedicazione. Nelle persone allergiche, la gravità dell’evento è data dalla reazione immunomediata, che nelle forme più gravi, può addirittura portare all'arresto cardiaco da shock anafilattico.
Per l'automedicazione cosa fare?
Innanzitutto, detergere con acqua la ferita; ritirarsi dall'esposizione al sole, che diventa un fattore aggravante; si può applicare localmente una pomata (tipo gentamicina/betametasone) che ha una componente antibiotica ed una cortisonica. Rivolgersi poi al proprio curante per l’ottimizzazione della cura.
Il morso di zecca
Prevenzione primaria, innanzitutto, con l'utilizzo di indumenti idonei e spray repellenti. La nostra è una regione con un'endemia importante, ma per fortuna con un'incidenza di complicanze serie bassa.
Se la zecca ci morde?
L'automedicazione va evitata. La persona deve rivolgersi al proprio medico curante, o al suo sostituto, che, previa disinfezione locale della cute, rimuoverà l'animale o il residuo di esso; si eseguirà la sieroprofilassi antitetanica, qualora il tempo trascorso dalla vaccinazione sia superiore ai 10 anni. Qualora dopo il morso compaiano lesioni cutanee migranti o febbre (>37.5°C) entro le 6 settimane dal morso è necessario ritornare dal curante che richiederà l’opportuna consulenza specialistica (dermatologica o infettivologica).
Ustioni e scottature
Il sole è una grande risorsa di energia, però è anche fonte di problemi, qualora l'esposizione allo stesso avvenga in maniera irrazionale. Valgono le buone regole della nonna: non protrarre l'esposizione oltre i 30 minuti, scegliere una balneazione che offra la possibilità di ombra. Vanno adottati sistemi di protezione locale, con creme dotate di filtri UV, soprattutto nei soggetti con fototipo chiaro. Anche la cute del cranio si può ustionare, quindi coprirsi con un cappello; questo vale anche per le mucose e per tutte le parti delicate del corpo (congiuntive, occhi, regione mammaria).
Attenti al cuore
Si raccomanda a tutte le persone affette da cardiopatia (angina pectoris, pregresso infarto, alterazioni delle valvole cardiache), ma anche ai soggetti affetti da ipertensione arteriosa (soprattutto coloro che assumono anti-ipertensivi con componente diuretica), di essere molto prudenti nell'esposizione al sole: prediligere l'attività fisica durante la balneazione, una sana nuotata va benissimo; fare attenzione anche al modo in cui ci si approccia all'acqua. Alcune persone perdono anche la vita per eventi di tipo cardiovascolare scatenati da una immersione in acqua troppo repentina. Lo sbalzo di temperatura determina un'instabilità di circolo, che può scatenare un arresto cardiaco.
Se dovesse accadere una cosa del genere, che fare?
Questa domanda evidenzia il problema del primo soccorso. Tutti dovrebbero essere in grado di offrire il primo soccorso ad una persona infortunata. Negli Stati Uniti e nei paesi anglo-sassoni, la cultura del primo soccorso è un fatto popolare. Viene chiamata BLS (Basic Life Support) e consiste in una serie di manovre, assolutamente non specialistiche, ma fondamentali per attivare la catena della sopravvivenza in attesa dei soccorsi.
Ci accenna qualcosa?
In primis, mettere la persona in sicurezza; secondo, chiamarla (…signore, signora), per verificare lo stato di coscienza e quindi indicare a qualcuno di allertare il 118. Poi si passa all'ABC: in cui “A” sta per Airway, verificare che non ci siano ostacoli alla respirazione; “B” sta per Breathing, respiro, osservare che ci siano movimenti del torace, ma anche se si sente, avvicinandosi alle bocca, fuoriuscire di aria; “C” sta per Circulation, palpare le pulsazioni della carotide (sul collo). °°° Ci sarebbe anche la parte più specifica di rianimazione, ma non può essere spiegata in questo contesto. Sarebbe importante organizzare dei corsi per tutti, per imparare ed esercitarsi in queste manovre salvavita.
Se ogni stabilimento balneare fosse dotato di un defibrillatore?
Sarebbe ottimo: nell’aggiornamento delle pratiche di rianimazione di primo livello (BLSD) è previsto l’utilizzo del defibrillatore automatico, di cui dovrebbero essere dotate tutte le strutture di uso pubblico. La tempestività e la correttezza delle manovre salvavita, che sono molto semplici, condizionano in maniera determinante la prognosi.
Traumi ed incidenti
La traumatologia minore, con fratture agli arti, escoriazioni, contusioni, è frequente. Purtroppo, possono verificarsi anche traumi cranici o, ancora peggio, alla colonna vertebrale, soprattutto in quei tuffi in cui la parte inferiore del corpo viene a contatto, in modo violento, con il fondale. Questo evento determina fratture vertebrali, con conseguenze molto serie, paralisi, tetraplegia o anche morte per frattura della prima vertebra cervicale. E succede più facilmente di quanto si possa pensare.
Che fare in caso di incidente?
In caso di traumi seri al cranio o alla colonna vertebrale, meglio evitare qualunque manovra che comprometterebbe la prognosi, allertare il 118 ed attendere. In caso di incidenti minori, innanzitutto, liberare il soggetto dagli indumenti, anche rompendoli, in modo da verificare l’entità del danno; osservare il colorito dell'arto, se impallidisce, se è molto dolente, se diventa freddo, si potrebbe pensare ad una frattura complicata da un'ostruzione a livello circolatorio. Tenere l’arto allineato; evitare che il soggetto usi l’arto infortunato; ma soprattutto tranquillizzarlo. Evitare di dargli alcolici per tirarlo sù o per sedare il dolore. Allertare il 118 per il trasporto al pronto soccorso.
Alimentazione
Molte persone vivono il periodo estivo come una “festa” e spesso eccedono nell'assunzione di cibo, bevande ghiacciate e di alcolici (con spesso fatali conseguenze -> incidenti stradali). Anche la cosidetta indigestione, nel soggetto fragile (anziano o affetto da malattie croniche) in realtà può portare a situazioni di criticità clinica (aspirazione di cibo nei polmoni durante il vomito, ipotensione, grave scompenso diabetico, shock anafilattico).
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