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a cura di Eugenia Di Cristo foto: Massimiliano e Salvatore Gargiulo
Il Canile Sanitario di Trieste, via Orsera 8, è gestito dall'ASS n. 1 Triestina ed è inserito nella Struttura Semplice Sanità Animale, Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche.. È stato ristrutturato nel 1993. Le 12 gabbie presenti possono ospitare circa 20 cani; al canile pervengono ogni anno mediamente 500 - 600 cani, la grande maggioranza dei quali rinvenuti vaganti. Oltre l'80% viene restituito ai legittimi proprietari. Il Canile principalmente si occupa di: cattura dei cani vaganti, e successiva restituzione ai proprietari che ne abbiano segnalato lo smarrimento; soccorso di animali (cani e gatti) in grave pericolo; adozione di cani; rinuncia di cani per gravi motivi; sequestro giudiziario degli animali, nei casi di maltrattamento; Ricevimento degli animali d'affezione morti; accertamenti di laboratorio previsti dalla Legge. Il Canile, infine offre la possibilità alle scuole di effettuare delle visite guidate, nell'ambito della prevista educazione sanitaria veterinaria. Il Canile Sanitario opera in stretta sintonia con l'E.N.P.A e con l'A.S.T.A.D.
Abbiamo parlato con uno dei veterinario responsabili della Struttura, il dott. Massimo Erario, che gentilmente ha risposto alle nostre domande.
Parliamo di abbandono, qual’è il destino di questi cagnolini?
“Il problema dell’abbandono dei cani, almeno a Trieste, è un problema, per fortuna, limitato. Questo perché innanzitutto la sensibilità animalista nella zona è molto elevata, e anche perché ormai sono 12 anni che si mette il microchip ai cani. La maggior parte dei cani,circa 85%, è dotata di microchip: però non tutti, c’è sempre qualcuno che sfugge alle regole. Questo significa che, quand’anche un cane si perda o va a farsi un “giretto”, qualora venga intercettato o da noi (o da qualche bravo cittadino che ce lo porta) nell’80% dei casi viene restituito al proprietario anche in giornata, grazie al microchip. Quindi, degli oltre 600 cani, e non sono pochi, che ogni anno ci vengono portati, almeno 530 tornano a casa. Un numero cospicuo”.
Adozione
Quel 15% restante o sono cani rinunciati, per gravi ragioni, per lo più si tratta di persone disagiate, o persone anziane che devono andare in casa di riposo, ecc. In questi casi, il Comune si fa carico delle spese di mantenimento, dopo aver istruito una pratica e valutato la sussistenza delle ragioni gravi. quindi i cani vengono consegnati a noi. La sorte dei cani non reclamati, sia rinunce, sia che cani senza microchip o abbandonati è la seguente: secondo la norma della legge regionale, i cani devono rimanere 10 giorni nel canile sanitario, dopo di che vengono mandati alla divisione o canile di permanenza. Trascorsi i 10 giorni, che poi diventano anche 15/20, se riusciamo ad affidarli, a darli in adozione direttamente, per il povero cagnolino è senza dubbio meno traumatico; qualora non si riuscisse nell’intento di affidarli, andranno alla pensione convenzionata a spese del Comune, dove rimangono fino a che non vengano affidati a qualcuno che voglia prendersene cura e dargli una casa e affetto. Le dirò, salvo casi particolari, prima o dopo riusciamo ad affidarli quasi tutti: noi facciamo circa un centinaio di affidi all’anno e l’anno scorso, alla pensione convenzionata sono stati mandati 6 cani”.
La soppressione non esiste più, vero?
“La soppressione è vietata da moltissimi anni, ma già da una trentina d’anni non si fa più, da prima che la Legge lo imponesse”.
Quindi il microchip ha migliorato un po’ la situazione?
“Il microchip ha migliorato molto la situazione sia come percentuale di cani restituiti, sia come tempi di permanenza in canile. Sembra incredibile, ma molte persone che non sanno dell’esistenza del canile o, forse, non considerano il fatto che i cani nel 99% dei casi, una volta perduti, in qualche modo finiscano da noi. C’è chi tappezza la città di manifesti, però dimentica di telefona al canile, in questi casi siamo noi a chiamare”.
Quali sono le procedure per adottare un cagnolino?
“Parliamo dei cani in situazioni normali, non quelli sequestrati. La persona interessata viene al canile, parla con gli impiegati, che sono tutti di lunghissima esperienza. Il veterinario spiegherà loro le caratteristiche dei cani presenti, e se c’è un cane che corrisponde alle proprie esigenze è molto semplice: si prenota, se entro 10 giorni non viene il padrone, noi lo diamo in affido temporaneo, questo perché, perché per la Legge il proprietario ha 60 giorni di tempo per rientrare in possesso, trascorsi i quali se tutto va bene, l’affido da temporaneo diventa definitivo”.
Chi abbandona un cane a quali problemi legali va incontro? E cosa deve fare chi assiste ad un maltrattamento o ad un abbandono?
“Il maltrattamento di animali è punito dall’Articolo 533 del Codice Penale, con una graduazione di pene che va dalla sanzione all’arresto. Le sanzioni sono pesanti e sono penali, quindi questo implica anche avvocati, processi, ecc. Chi assiste da un maltrattamento, chiama i Vigili Urbani, perché la Polizia Municipale ha un corpo di Polizia Giudiziaria che si occupa di queste cose. Anzi meglio fare una segnalazione scritta, almeno che non sia una cosa urgentissima. Ovviamente si può avvertire qualsiasi organo di polizia, ad iniziare da noi, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, siamo tutti autorizzati ad intervenire. Per maltrattamenti si intende non solo il cane picchiato, ma soprattutto il cane tenuto malamente, in luoghi sporchi, o senza riparo, o nel fango, o sempre alla catena, magari anche senza acqua o senza cibo”.
Parliamo anche dei sequestri?
“Ultimamente una buona parte delle nostre attività sono su cani sequestrati, perché siamo in una zona di frontiera e i vari organi di polizia eseguono un notevole numero di sequestri, sia di cani importati clandestinamente, sia di cani trasportati in condizioni non tollerabili”.
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